Arrigo Cervetto – La lotta del proletariato negro

Nel mese di luglio Chicago e Cleveland sono passate in prima linea nel combattimento impegnato dal proletariato negro. Se analizziamo attentamente questi due episodi vedremo da un lato che non sono altro che anelli di una catena che tende ad allungarsi e, dall’altro, che denotano manifestazioni di violenza di classe Sempre piu pronunciate. Analizzando con cura questa realta in movimento si puo chiaramente notare come ci troviamo appena all’inizio di un fenomeno di lotta di classe radicalizzata. Siamo fermamente convinti che nel prossimo futuro le manifestazioni di questa lotta assumeranno proporzioni grandiose.
Nella meta di luglio, i tumulti nei quartieri negri di Chicago prendono in poche ore una forma organizzata, passano dalla Sommossa di strada alla battaglia di strada. Naturalmente la Sommossa (il vandalismo come lo chiamano tutti quegli ipocriti benpensanti, specie dl «Sinistra «, che si proclamano antirazzisti) continua, ma accanto a questa prende forma un altro tipo di lotta, molto piu avanzata, molto piu organizzata, cosciente. Entrano in azione le cosiddette  squadre di autodifesa «. La storia delle Sommosse dei «ghetti negri  ha conosciuto ribellioni piu forti di quest’ultima di Chicago. Tali Sommosse hanno visto in ogni occasione, decine di morti, incidenti, danni ingenti. Normalmente le vittime erano i negri contro la cui spontaneita l’apparato repressivo poliziesco Si scagliava con una fredda e calcolata meditazione. Insomma ogni Sommossa si risolveva con un massacro di negri. A Birmingham, nell’estate 1963, contro le manifestazioni non violente dei negri vennero impiegati in modo massiccio cani poliziotto addestrati ad agguantare il collo dei manifestanti inermi.
I cani poliziotto nella loro pratica misero in crisi la teoria non-violenta di Luther King. Fu una lezione di dialettica! I negri impararono ben presto a farsi morsicare dal cane poliziotto il braccio Sinistro, debitamente imbottito, e a tagliarli la gola col braccio destro armato di coltello.
Lo Scontro nelle citta del Nord non sarebbe piu Stato con cani-poliziotto ma con poliziotti-cane, non piu con i coltelli ma con i fucili. Un salto qualitativo: dalla lama alla pallottola. Un’altra lezioni dl dialettica per i «vandali” d e li’ opportunismo, del democraticismo, del pacifismo, che hanno «devastato «(questo si) il patrimonio dl lotta del proletariato internazionale.
Grazie a loro, i proletari negri d’America hanno dovuto avere il loro pope Gapon e le loro «domeniche di sangue» prima dl giungere alle loro «squadre di combattimento» come in altrettante brucianti esperienze vi erano giunti nel 1905 i proletari dl Mosca.

LE SQUADRE
DI AUTODIFESA
Nella notte del 15 luglio entrano in azione a Chicago le «squadre di combattimento» negre per «autodifendersi». Siamo appena agli inizi, abbiamo detto, e le squadre non possono essere ancora di attacco. Un capitano ed altri agenti vengono colpiti. Inizia la caccia ai «cecchini» appostati sui tetti. Come si e sviluppato il combattimento nella notte del 15 luglio nessun giornale borghese o di «sinistra» ce lo dira mai. Sappiamo solo che per tutta la notte si sono battuti ben 900 poliziotti contro 5000 manifestanti, come riferisce l’agenzia A.F.P. Le ipotesi sono due: o i manifestanti erano dl piu oppure erano ben organizzati e decisi. Non diciamo ben armati perché contro 5000 uomini ben armati ci vogliono ben altro che 900 poliziotti, coi come 900 poliziotti sono una forza sproporzionata contro 5000 manifestanti che non abbiano alcuna squadra dl difesa. La esperienza italiana ci dimostra che 900 poliziotti sono in grado di disperdere manifestazioni molto piu numerose e che il rapporto polizia-manifestanti e come minimo di 1 a 10.
Il fatto e che a Chicago i 900 poliziotti hanno lottato non contro 5000 negri armati ma contro 5000 negri il cui nerbo di resistenza era costituito da squadre armate. Il negro armato isolato vi e sempre stato nelle manifestazioni negre e non ha mai costituito un grosso problema per la polizia, appunto perché era isolato, non organizzato, trascinato e prigioniero della spontaneita delle masse. Questa volta, la polizia si e trovata dl fronte ad un fenomeno nuovo perché i negri armati isolati erano divenuti squadre ed infondevano fiducia ed energia alle masse. La polizia ha avuto paura e non e penetrata nel ghetto negro. Ha cercato dl isolare i focolai dl resistenza. Solo nella notte tra il 15 e 16 nel ghetto sono penetrate altre 1500 guardie nazionali mentre un altro contingente di 1506 guardie nazionali sono state impiegate di riserva. Insomma un complesso di 4000 unita contro 5000 lottatori negri.
Il giorno che tutti i ghetti negri delle citta industriali (vedremo quanti sono!) si organizzeranno con le «squadre dl autodifesa» e si collegheranno nazionalmente in una sommossa simultanea quanta polizia e guardia nazionale dovra essere impiegata?
Certamente quel giorno avremo un altro «salto qualitativo» e non si tratterra di semplici sommosse. Se il proletariato negro riuscisse ad esprimere un tale grado di organizzazione inizierebbe il corso della rivoluzione socialista negli Stati Uniti, tanto potente quanto dimostra l’impiego dell’apparato statale per reprimere anche una singola sommossa.

IL RUOLO
CONTRORIVOLUZIONARIO
DI LUTHER KING
E DEL S N C C
Nell’estate 1963, a Chicago vi fu una rivolta negra detta dl «Bronzeville», che segue i fatti di Birmingham della primavera dello stesso anno. Questo tipo di rivolta si snoda per mesi con una serie di scioperi, marce, picchetti, ma soprattutto e caratterizzata dal disprezzo delle masse negre verso i sei assessori comunali negri entrati nella amministrazione locale con propositi demagogici e riformisti. Pochi mesi prima, Chicago aveva visto un fenomeno insolito per la citta: veniva eletto Sindaco R. Daley con 139 mila voti. Di questi ben 118 mila erano negri. Un fenomeno analogo si era avuto nel 1961 a Detroit, dove i voti negri fecero sindaco uno sconosciuto, S. Cavanagh, che riusci a battere il candidato appoggiato dagli industriali e dai Sindacalisti dell’Union Automobile Workers. In queste grandi citta del Nord, il voto negro poteva fare la fortuna politica dl carrieristi negri e bianchi, i quali con promesse demagogiche potevano avere la possibilita dl erigersi a portavoci delle esigenze delle masse negre. Sullo sfondo dl questi fenomeni, si possono comprendere i movimenti dl Luther King, dello SNCC, del C.O.R.E. e di altri gruppi che hanno, soprattutto dal 1961, portato avanti la lotta integrazionista al Sud. Uno degli obiettivi fondamentali del movimento per i «diritti»e costituito dall’iscrizione nei negri del Sud nelle liste elettorali. Sostanzialmente si tratta di una massa dl milioni dl voti negri che potrebbero fare la fortuna dei vari Daley e Cavanagh dell’Alabama o del Mississipi. Attualmente e in corso un’aspra polemica tra i gruppi riformisti negri sul destino del voto negro del Sud. Luther King, che e l’uomo della Casa Bianca e del Partito Democratico, sostiene che i voti negri devono confluire nelle attuali formazioni politiche, i nuovi dirigenti dello SNCC sostengono, invece, la creazione dl un «nuovo partito», diretto e controllato dai negri ed al quale andrebbero i suffragi negri stessi. In Alabama, lo SNCC ha promosso la costituzione dl un partito negro e nel Mississipi ha creato il Mississipi Freedom Democratic Party (che Gus Hall alla 18″ Convenzione del PC degli USA ha approvato come «un tipo di soluzione»!) Lo SNCC rappresenta la tendenza piu dinamica del radicalismo borghese ed un esempio di variante americana della socialdemocrazia. La lotta per i «diritti» nel Sud, in fondo, era la lotta per «scongelare» il voto negro, immobilizzato da 75 anni, e per utilizzarlo come base per la creazione di un partito riformista. E’ quello che e capitato negli anni ’30 con il movimento rivendicativo che in aspra e violenta lotta con l’AFL per organizzare e dirigere i lavoratori disorganizzati che il sindacati AFL escludevano. Senza il CIO ed i gruppi radicali di quella che oggi viene chiamata la «vecchia sinistra» (in cui viene incluso il PC degli USA) non vi sarebbe stato New Deal e rooseveltismo. Il New Deal, questa grande operazione di salvataggio del capitalismo americano, corona tutta l’attivita, oggettivamente controrivoluzionaria, del CIO e dei radicali ed, istituzionalizzandosi istituzionalizza la «vecchia sinistra», come una componente del sistema borghese come il reparto controrivoluzionario della «élite del potere».

«VECCHIA E NUOVA» SINISTRA
Le rivolte negre del 1943, quando i negri rifiutavano di essere la carne da cannone dell’imperialismo americano e furono tacciati dagli staliniani socialsciovinisti di fare il gioco del nazisti, sancirono definitivamente la rottura tra spontaneita negra e «vecchia sinistra». Per riconquistare la possibilita dl manovrare i negri occorreva presentarsi con nuove formazioni politiche, con nuove parole d’ordine, con nuove forme di lotta. Questo tentativo viene condotto, soprattutto, verso il Sud dove l’esperienza e l’inganno, CIO-vecchia sinistra aveva per la resistenza stessa della borghesia sudista, avuto meno possibilita di espansione. Sorge il movimento non-violento e lo capeggia Luther King.
Ma quando il movimento, grazie alla lotta tra le frazioni conservatrici e quelle riformiste del capitalismo americano, ottiene i primi risultati, cioe il voto negro, ecco che la crisi interna lo investe bruscamente.
Luther King, con il NAACP che raccoglie i gruppi moderati della borghesia negra, ripropone la «vecchia sinistra», il New Deal, il Partito Democratico, Kennedy, Johnson. E’ superato dalle esigenze poste da un nuovo tipo di riformismo che, a parole, dice di ripudiare la «vecchia Sinistra» e la esperienza trentennale newdealista che i negri hanno conosciuto nella pratica come un inganno e come l’epoca della guerra imperialista mondiale. Il nuovo tipo dl riformismo, il newdealismo aggiornato degli anni Sessanta, e la «Nuova sinistra» che deve criticare Luther King, Roosevelt, gli staliniani, i pianificatori della Tennesy Walley Autority per tentare di accreditarsi; che deve tingersi di un «democratismo» radicale per presentarsi con una faccia nuova, che deve sottolineare la critica antiburocratica ed antimilitarista per svolgere meglio il suo ruolo di copertura della burocrazia e del militarismo.
La «Nuova sinistra» e «movement» fuori della «élite del potere», ma giunta al primo importante nodo della sua carriera politica lo scioglie velocemente e diventa partito politico, entra nelle istituzioni statali, entra di colpo nella «élite del potere». La sua prima vittoria diventa, pero, l’inizio della sua crisi. Sconfigge Luther King, ma e costretta a mettersi in chiaro.

IL FILISTEISMO
PICCOLO BORGHESE
DELL’ «UNITA’»
Luther King si trasferisce a Chicago dove cerca dl mettere in piedi un movimento. Invano. Ad Harlem e fischiato dai negri. A Detroit non ha seguito. La crisi politica differita al Sud esplode al Nord. Dopo i moti del 15 luglio, Richard Daley, il sindaco eletto con voti negri, accusa addirittura certi collaboratori di King di essere responsabili dei moti e di avere incitato i negri alla violenza!
Si comprende adesso come l’esperienza delle masse negre di Chicago abbia superato nella pratica l’opportunismo di Daley e dl King e come sia maturata rapidamente sino alla concezione dell’autodifesa. Ormai i proletari negri di Chicago non trovavano altra via di uscita.
Il 18 luglio i moti negri si estendono a Cleveland nell’Ohio, in seguito alla uccisione di una ragazza. Anche a Cleveland riscontriamo lo stesso fenomeno che abbiamo trovato a Chicago: entrano in azione squadre di autodifesa armate, forse meno organizzate che a Chicago se per reprimerle sono bastati 300 poliziotti. Il fatto e che la polizia ha tolto l’illuminazione stradale per impedire l’opera dei franchi tiratori, ma cio non ha impedito che almeno tre poliziotti rimanessero feriti e che numerosi incendi divampassero dopo il lancio di bombe incendiarie. L’uso massiccio e sistematico di queste bombe e l’intervento di numerose squadre di giovani negri caratterizzano i moti di Cleveland.
Solo per dovere di informazione verso i nostri lettori operai, riferiamo l’ignobile giudizio che un giornale che dice di essere comunista ha dato del ragazzi negri di Cleveland e di Chicago.
Il giorno 20 luglio l’Unita ha scritto:
«Come si era gia verificato nel corso dei recenti disordini di Chicago, bande di giovinastri hanno appiccato incendi a negozi e a case di abitazione… «.
Solo i piu incalliti filistei piccolo borghesi e i piu logori opportunisti possono definire «bande di giovinastri» le embrionali formazioni di combattimento dei ghetti negri composte da giovani che rischiano vita e galera mentre i democratici-pacifisti dell’Unita grufolano negli intrallazzi delle loro ville.

LE MASSE NEGRE
DEI GHETTI
SI ORGANIZZANO

Ma volgiamo lo sguardo altrove, su di uno scenario piu entusiasmante:
New York 21 luglio. Nel quartiere di Brooklyn e ucciso un ragazzo negro. La versione della polizia e che sia morto durante una sparatoria provocata dai tiratori negri appostati sui tetti. I negri dicono invece, che i colpi sono partiti da una vettura sconosciuta. Poco prima vi era stata una sparatoria con gruppi di italiani e portoricani. E’ questo l’aspetto piu negativo dei fatti di New York dove italiani e portoricani, proletari disoccupati come i negri, sono utilizzati in funzione razzista. Ad Est Harlem il 18 luglio gia vi erano stati scontri tra portoricani e negri, mentre il 19 riprendono e continuano per ben quattro giorni, i moti negri a Cleveland. Il capo della polizia dice che «sono sempre meglio organizzati» e siccome la polizia non puo giocare sulla divisione tra lavoratori disoccupati, come fa a Brooklyn, e costretta ad intervenire per proteggere i pompieri che spengono una ventina di incendi. Bilancio: quattro negri morti.

IL RADICALISMO
DELLE MASSE NEGRE
SCON FESSA
LA «NUOVA SINISTRA»

Abbiamo passato in rassegna una settimana di moti negri nell’Est statunitense, cioe una serie di moti, che avranno certamente un seguito e che hanno manifestato, nelle loro punte piu avanzate e nei loro punti deboli alcune tendenze importati, che si potevano riscontrare nei moti del quartiere Watts di Los Angeles nel 1965 e che sicuramente si svilupperanno nel futuro.
Occorre adesso approfondire l’analisi del rapporto che hanno tali tendenze con la crisi del movimento riformista della «Nuova sinistra». Possiamo dire che non e una crisi della «nuova sinistra» ma la crisi del rapporto tra questa e le masse negre. Non e un caso che mentre la «Nuova sinistra»comincia ad affermarsi come partito riformista al Sud, i ghetti negri del Nord manifestino tendenze di lotta completamente opposte. Sul piano ideologico e il rifiuto del «credo» della «nuova sinistra», la non-violenza, sul piano politico e la delusione verso i metodi elettorali, falliti al Nord dove i negri hanno sempre avuto il “diritto,, di votare, con i quali la «Nuova sinistra» esordisce al Sud. Se la «Nuova sinistra» pretendesse di rappresentare la avanguardia, non potrebbe attendersi sconfessione peggiore.
Ma, in fondo, la «Nuova sinistra» si accontenta di prendere quello che puo e miseramente punta sui voti. Se fosse stata un’avanguardia avrebbe portato al Sud l’esperienza del Nord, avrebbe detto ai negri del Sud che quelli del Nord hanno sempre votato, sono sempre stati ingannati dai politicanti a cui affidano la scheda, e oggi sputano su questi mestieranti e tirano addosso ai loro sceriffi. E dovrebbero ricordare ai negri del Sud che anch’essi dal 1865 al 1890 hanno votato. Nei venticinque anni che seguirono la guerra civile i contrasti tra borghesia industriale vincitrice del Nord e la borghesia agraria sconfitta del Sud furono molto acuti e, logicamente, tale conflitto economico ebbe un riflesso sul piano politico con partiti antagonisti e contrapposti.

LA «LEZIONE» DEL 1890
Il partito liberale gareggio con il partito conservatore nella caccia ai voti per poter controllare le amministrazioni e, siccome i negri erano una maggioranza, ambedue i partiti ricercavano soprattutto il voto negro.
I liberali giungevano a sostenere una forma di democrazia populista in cui tutti i nullatenenti, bianchi e negri senza distinzione di razza, dovevano fare una alleanza progressista contro i possidenti. Tutte le chiacchiere dei democratici, specie se sono «ultrademocratici», non hanno un «valore di uso» ma un «valore di scambio», particolarmente forte nel paese dei dollari.
Dal 1890 l’interesse delle frazioni industriali ed agrarie della borghesia unifica conservatori e liberali: questi ultimi abbandonano i negri e diventano segregazionisti. Il negro fu il capro espiatorio della riconciliazione  tra Nord e Sud e del compromesso tra industriali ed agrari nel Sud stesso.
Mano nella mano i borghesi che si preparano all’imperialismo, non hanno piu bisogno del negro, se non per continuare a sfruttarlo assieme, e gli tolgono il voto.

IL RAZZISMO
E’ UNA INVENZIONE
CAPITALISTICA
Il «povero negro» che aveva creduto di toccare il cielo della «universalita democratica» col suo dito elettorale si trova, di colpo, a sbarrare gli occhi sulla terra e con le gambe in aria. Dalle tasche rovesciate non cade nemmeno un quartino di dollaro.
Agrari ed industriali hanno introdotto la «tassa sul voto»: chi ha censo ed istruzione puo votare. In Luisiana i negri iscritti nelle liste elettorali sono 130.334 nel 1896, 1342 nel 1904. La «Nuova sinistra», se non poi cosi vecchia da rassomigliare a quel grande truffatore del nonno liberale, avrebbe avuto circa 100.000 prove che la democrazia elettorale era superata nel 1904 in Luisiana. Ma per la «Nuova sinistra» e il marxismo superato e non la poltrona.
I «vecchi» liberali, quando inventarono la tassa sul voto sollevarono il sospetto dei contadini bianchi poveri che si volesse loro togliere il diritto di voto appunto perché erano poveri. Non avevano sempre predicato i liberali che tutti gli uomini sono uguali? Certamente, certamente, rispondevano i mercanti liberali e, come avevano inventato la macchina sgranacotone, inventarono il razzismo. Il razzismo non e una tradizione, non e una superstizione, non e cultura, non e un residuo medioevale. E’ una invenzione tipicamente capitalista come la colt, la chewingum, il preservativo di nylon e come questi serve a fare quattrini.

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