Giovanni Poggi – La linea dell’opportunismo sindacale si adegua al mercato europeo

Invece di internazionalizzare la lotta operaia i sindacati internazionalizzano il cretinismo parlamentare.

Lo sviluppo del mercato internazionale della forza-lavoro pone le basi di una vigorosa lotta economica della classe operaia. Questa, però deve essere diretta da un partito rivoluzionario e non abbandonata alle manovre parlamentaristiche.

In questi giorni di assemblee sindacali si sente troppo spesso parlare di « autonomia », ma tutta l’esperienza storica del movimento operaio ci insegna che l’autonomia sindacale non esiste ogni lotta è sempre, più o meno direttamente, legata ad una strategia politica che può essere rivoluzionaria od opportunista, a seconda delle caratteristiche programmatiche ed organizzative del partito che la emana.

Nella nostra epoca controrivoluzionaria ci troviamo di fronte una strategia politico sindacale di rinuncia e di collaborazione, componente particolare di un più ampio disegno storico che l’opportunismo cerca dl attuare per subordinare il movimento operaio e le sue organizzazioni ufficiali al sistema capitalista mondiale.

Nei programmi del PCI e del PSI e nonostante i velleitari « distinguo, anche dello PSIUP, si indica una via pacifica e parlamentare di avanzata verso una sorta dl « socialismo » nazionale concordato. Strumento pratico di realizzazione di questo « moderno » socialismo sarebbe la programmazione democratica, che si impernia sulla partecipazione delle assemblee elettive periferiche e centrali (comuni e parlamento) ma principalmente dei sindacati alle decisioni circa le linee di sviluppo della nostra società capitalista. Società capitalista che proprio per questo, rimarrebbe tale, trasformando definitivamente i « rappresentanti del popolo » in tecnici e burocrati e i sindacati in fornitori e gestori della forza-lavoro a prezzi relativamente fissi e concordati.

A parte l’evidente contraddizione con l’interpretazione marxista della lotta di classe questa strategia « democratica » non è valida neppure a fini semplicemente riformisti e tradeunionisti. Lo sviluppo capitalista lo sta a dimostrare: concentrazioni e fusioni a livello nazionale e internazionale, trasferimenti di impianti, di capitali e di operai, avanzata inesorabile dell’imperialismo economico statunitense.

Insomma i famigerati monopoli crescono e si compenetrano, nono stante i lamenti delle commissioni parlamentari antitrusts, travolgendo tutte le programmazioni coercitive od indicative che siano.

Anche gli opportunisti si rendono conto che occorre una nuova tattica contingente per portare avanti la strategia, sempre uguale di subordinazione della classe operaia al sistema. Una linea sindacale e politica che esca dai confini nazionali che si estenda almeno all’Europa del MEC: ecco allora l’incontro CGIL-CGT a Roma il 25-26 novembre 1965, ecco l’interasse per i congressi delle Trade Unions e per le vicende dei sindacati tedeschi. Anche in questo, come sempre, la CGIL segue la via tracciata dalla CISL che è poi quella dello sviluppo capitalistico Walter Reuther leader dei sindacati americani, ha proposto un sindacato internazionale dell’automobile che uniformerebbe le paghe degli operai nel settore, naturalmente allo scopo di difendere gli interessi corporativi di quella parte di aristocrazia operaia americana che raccoglie oggi le briciole dei profitti imperialistici USA.

Il capitalismo statunitense sarebbe avvantaggiato da un simile accordo sindacale in quanto un adegua mento dei salari mondiali a quelli americani aumentando i costi di produzione delle industrie straniere favorirebbe la produzione e l’esportazione USA.

Uno dei punti fermi della politica opportunistica, oggi come ieri è la volontà di conquistare lo Stato, di istituzionalizzare il sindacato e il partito di entrare in quella « stanza dei bottoni » dove troviamo già Nenni e dove Longo spera ardentemente di essere ammesso.

La strumentalizzazione del sindacato e delle lotte operaie a fini parlamentari. questo si intende trasferire dalla dimensione nazionale z quella continentale e il comunicato congiunto CGIL-CGT lo dice aperta mente: « La CGIL e la CGT rivendicano il diritto di essere rappresentati negli organismi della Comunità per agire – nel quadro delle attribuzioni che il Trattato di Roma riserva ai sindacati in difesa degli interessi dei lavoratori… ciò non potrà che contribuire alla realizzazione del fronte sindacale comune non soltanto a livello delle istituzioni della CEE ma anche nel l’azione contro i monopoli dei sei paesi interessati » il tutto naturalmente « senza distinzione di affiliazione internazionale » per raggiungere infine « il progresso sociale, la democrazia e la pace ».

Notiamo subito una contraddizione tra la demagogia unitaria dei comunicati stampa e la realtà: la piattaforma unitaria dei sindacati metallurgici non è certo fatta per unire gli operai. Come si può pensare di unire gli operai di mezza Europa quando si cercano gli accordi separati con l’industria di Stato o con la piccola industria capitalistica dove lo sfruttamento padronale raggiunge altissimi livelli?

Come si può unire quando si propongono nuove categorie operaie da aggiungere alle troppe già esistenti, quando si relegano agli ultimi posti ridimensionandole, le richieste più sentite dagli operai: riduzione del l’orario e aumento del salario?

In una cosa solo sono coerenti: nella richiesta di inserimento del sindacato nell’azienda, nel voler essere « consultati » ed « informati »delle decisioni prese dalla Direzione Una costanza veramente ammirevole: dall’inserimento aziendale passando attraverso quello regionale e quello parlamentare, fino a Bruxelles e poi chissà… a New York, a Mosca in un crescendo di opportunismo e di collaborazione di classe sempre più internazionale. Dietro alle proposte sindacali vi sono e ciò non stupisce, anche quel le politiche, a livello di partito. Per ora non sono state espresse in comunicato ma vi è stato l’appoggio politico ai laburisti inglesi, ai socialdemocratici tedeschi, alla candidatura Mitterand in Francia e poi la richiesta affannosa di essere ammessi al Parlamento Europeo. Tutto questo fa da corona alla proposta del PCI (di tutto il PCI e non del solo Amendola) di costituire il partito unico dei lavoratori che sarebbe poi il partito socialdemocratico nazionale oggi, europeo domani. Noi, certamente, siamo per una azione sindacale a livello internazionale, in quanto può costituire una base oggettiva per una vigorosa lotta economica sul mercato internazionale della forza-lavoro.

Dobbiamo però precisare come, ancora una volta, le centrali sindacali e gli stessi partiti, siano in ritardo rispetto allo sviluppo delle forze produttive, che hanno determinato e determinano la formazione oggettiva di questo mercato della forza-lavoro, soprattutto nell’area del MEC.

Sindacalmente si potrà agire nella misura in cui esisterà una corrente di operai rivoluzionari sufficientemente forte, organizzata e guidata da un partito rivoluzionario, che sappia forzare nella lotta gli schemi opportunisti e sappia portare tra le masse le idee socialiste ed internazionaliste. Vi saranno le occasioni: le lotte dei metallurgici italiani e tedeschi (oltre S milioni di operai complessivamente) si svolgeranno parallelamente. In Germania lavorano circa 100.000 metallurgici italiani in gran parte iscritti alla IG Metall, il sindacato di categoria r questa sarà una verifica per i propositi della CGIL.

Da parte nostra proponiamo una lotta decisa su alcuni punti ben determinati: settimana di 36 ore, aumenti uguali per tutti lotta contro la razionalizzazione capitalistica con collegamenti negli scioperi tra aziende, settori ed anche a livello europeo.

Chiediamo questo sul piano della agitazione e della propaganda oggi, della lotta domani, non sarà ancora la rottura rivoluzionaria, rimarremo nella fase traduenionistica, ma se si procederà su questa strada si uniranno gli operai si renderanno coscienti della loro forza, si lavorerà alla costruzione del Partito Comunista Mondiale.

Giovanni Poggi

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...