Liberman vecchi e nuovi…

Riteniamo utile e necessaria, la pubblicazione di una pagina della « Sacra famiglia » in cui Marx esamina magistralmente le varie forme di proprietà, le quali furono successivamente analizzate sul « Capitale » con rigore sistematico. In questa opera vengono studiate le forme che regolano il rapporta di produzione capitalista. Vale a dire il rapporto fra gli uomini e quello fra essi ed il lavoro, che determina la natura classista della società.

Marx in questa pagina dimostra che la proprietà privata non si mani festa soltanto con il diritto sui beni, ma anche attraverso altre forme che caratterizzano appunto la natura del rapporto di produzione, del quale la classe operaia deve essere cosciente.

E’ superfluo rilevare il taglio netto che Marx fa con il Liberman di vecchia e nuovo stampo sulla differenziazione dei salari e l’incentivo dei profitti.

« L’economia politica, che considera rapporti umani e razionali i rapporti della proprietà privata, si muove in una continua contraddizione col suo presupposto fonda mentale, la proprietà privata, in una contraddizione analoga a quella del teologo che dà costantemente una interpretazione umana alle idee religiose e proprio perciò pecca costantemente contro il suo presupposto fondamentale, il carattere sovrumano della religione. Così nel l’economia politica il salario si presenta al principio come la parte proporzionale che sul prodotto compete al lavoro. Salario e profitta del capitale stanno l’uno con l’altro nei rapporti più amichevoli, più reciprocamente vantaggiosi e apparentemente più umani. Poi, risulta invece che essi stanno tra loro nel rapporto più ostile, in un rapporta inverso. Il valore in principio è determinato in modo apparente mente razionale, attraverso le spese di produzione di una cosa ed attraverso la sua utilità sociale. Poi risulta che il valore è una determinazione puramente accidentale che non occorre stia in alcun rapporto né con le spese di produzione né con la utilità sociale.

Il tasso di salario in principio e determinato attraverso il libero accordo tra il libero operaio ed il libero capitalista.

Poi, risulta che l’operaio e costretto a lasciarlo fissare, come il capitalista e costretto a fissarlo al più basso livello possibile. Al posto della libertà della parte contraente è subentrata la costrizione. Lo stesso accade nel commercio ed in tutti gli altri rapporti economici. Gli economisti avvertono occasionalmente, essi stessi, queste contraddizioni il cui sviluppo forma il contenuto principale delle loro reciproche discussioni. Ma allorché arrivano ad averne coscienza, allora attaccano essi stessi la proprietà privata in una qualche forma parziale come falsificatrice del salario razionale in sé e cioè nella loro idea del valore razionale in sé, del commercio razionale in sé. Così Adamo Smith polemizza occasionalmente contro i capitalisti, Destutt de Tracy contro i cambiavalute, Si monde de Sismondi contro il sistema di fabbrica, Ricardo contro la proprietà fondiaria, e quasi tutti gli economisti moderni contro capitalisti non industriali, nei quali la proprietà appare come semplice consumatore ». Marx elenca appunto tutte queste « forme di proprietà privata – Salario, commercio, valore, prezzo, denaro, ecc. ».

Karl Marx da la: SACRA FAMIGLIA

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