Maria Ignatievna Gliasser – Come studiava Lenin

Come Marx, anche Lenin, quando leggeva un libro, studiava contemporaneamente tutte le fonti e tutti gli autori cui si faceva riferimento nell’opera, esaminando in modo critico i fatti e le conclusioni contenute nella stessa e comprovandole personalmente.
I libri sono scritti da uomini e questi appartengono a classi sociali diverse i cui interessi essi difendono. Per un marxista e assolutamente indispensabile saper distinguere quali interessi di classe difende un autore di questo o quel libro, saper trarre da ogni libro tutto cio che puo realmente dare di utile e rifiutare tutto cio che e nocivo e reazionario.
Questo Lenin lo disse ripetute volte, sia a parole che per iscritto, e cosi egli stesso si regolava nei confronti di ogni libro.
Per comprendere questa attitudine di Lenin verso i libri, la scienza e le teorie contenute in essi, offre un interesse particolare la sua opera  “Materialismo e Empiriocriticismo”.
«Il compito dei marxisti – scrive Lenin – consiste nel saper… assimilare e trasformare le conquiste fatte da questi servi [della borghesia] (voi, per esempio, non potreste fare un solo passo sul terreno dello studio dei nuovi fenomeni economici senza ricorrere ai lavori di questi servi), e nel saper staccarsi dalle loro tendenze reazionarie, nel saper portare la propria linea contro tutta la linea delle forze e delle classi nemiche».
Sin dall’inizio della sua attivita teorica, Lenin considero la teoria di Marx come una teoria creativa, come guida per l’azione, come un metodo geniale che esige che «ogni programma sia una esatta formulazione di un processo reale». Mentre i sociologhi soggettivisti – i populisti – partono dall’utopia ed emettono giudizi sulla realta russa senza studiare i fatti, senza avere la minima idea della storia e dell’economia russa, i marxisti russi creano la loro teoria cimentandola nello studio dettagliato e minuzioso della storia e della realta russa. Chiunque legga attentamente le opere di Lenin, sa quanto vive ed espressive sono sotto la sua penna le lunghe colonne di dati. Per Lenin  come per Marx, la statistica e un’arma della lotta rivoluzionaria.
Sorprende non solo la grande quantita di materiale statistico che Lenin studio per provare la certezza dell’interpretazione marxista della realta russa, ma anche il saper riunire questi dati: sorprende soprattutto la geniale maestria con cui spesso si valeva dei dati dei populisti per volgerli poi contro di loro. Assimilando il metodo marxista, studiando la storia russa e le particolarita che la differenziano dagli altri paesi, Lenin analizzava in modo paziente e perseverante, in tutti i dettagli, la realta concreta che lo circondava, la «viva  vita», come gli piaceva ripetere; studiava gli uomini concreti, vivi e i loro rapporti reciproci.
Lenin «si consigliava con Marx», come egli stesso disse, su tutti i problemi che la lotta di classe quotidianamente poneva. E si consigliava precisamente, studiando cio che vi era di comune e di diverso tra le situazioni analizzate da Marx e le condizioni nelle quali era necessario applicare i consigli del maestro. Essendosi proposto un grande lavoro che doveva, sulla base dei fatti della concreta realta russa, argomentare in tutti i suoi aspetti  e dimostrare l’affermazione dei marxisti che la Russia era gia entrata nell’alveo dello sviluppo capitalistico, Lenin comincio a lavorarvi quando ancora era a Samara e non a ppena giunse a Pietroburgo si dedico a riunire la letteratura necessaria e a riassumerla.
LO STUDIO
DEL MERCATO INTERNO
Il problema centrale allora in discussione con i populisti era quello della formazione del mercato interno per la grande industria in Russia.
Su questo problema Lenin scrisse varie opere, in ciascuna delle quali sottomise il tema ad un esame piu profondo, ad una investigazione piu dettagliata. Come base della sua opera Lenin utilizzo le ricerche di Marx esposte nel secondo volume del Capitale e le conclusioni cui egli era pervenuto attraverso lo studio e la elaborazione dei materiali raccolti negli annuari statistici degli zemtsvos dei diversi distretti e provincie della Russia.
Il successivo lavoro di Lenin, in cui egli continua ad analizzare la questione dei mercati, fu il suo celebre libro «Che cosa sono gli amici del popolo e come lottano contro i socialdemocratici?». Il confronto della parte del libro dedicata all’esame del processo di differenziazione dei contadini e alla formazione del mercato interno per la grande industria in Russia (capitolo III) con la sua precedente opera «A proposito della cosiddetta questione dei mercati», dimostra che per questo libro Lenin studio una gran quantita di materiali statistici nuovi, sulla base dei quali traccio nuovi prospetti statistici.
Se nella gia citata opera sui mercati, Lenin, per dimostrare l’affermazione dei marxisti sulla differenziazione dei contadini e lo sviluppo del mercato interno, si rifa a sette annuari statistici e ad inchieste economiche, in questa opera si serve di venti lavori dello stesso tipo, centrando lo stesso problema e traendo le stesse conclusioni sulla base delle cifre e dei dati raccolti in altri distretti e provincie della Russia, di altri settori dell’economia ecc. Cosi, per esempio, per compilare il quadro statistico   dell’evoluzione delle industrie artigiane nella provincia di Mosca, Lenin utilizza lo stesso numero dell’Annuario Statistico della provincia di Mosca, per entrambe le opere.
Ma mentre nella prima («A  proposito della cosiddetta questione dei mercati») da le cifre relative allo sviluppo dell’industria del merletto, nella seconda («Che cosa sono gli amici del popolo») da quelle relative all’industria del mattone.
Detto lavoro forni ai marxisti russi dati scientifici ancora piu vasti e completi per la loro lotta contro i populisti. La tappa seguente del lavoro di Lenin sullo sviluppo del capitalismo in Russia fu il grande articolo scritto nel 1894-1895 sotto il titolo «Il contenuto economico del populismo e la sua critica nel libro di Struve».
Nell’introduzione  alla  raccolta «Dodici anni» Lenin dice che, per molti aspetti, questo articolo«e un riassunto dei suoi ultimi lavori economici (specialmente lo sviluppo del capitalismo)».
Detto articolo e l’opera sui mercati sono basati sulla conferenza tenuta da Lenin nell’autunno del 1894, davanti ad un piccolo circolo di marxisti di Pietrogrado. Il titolo della conferenza era: «Il riflesso del marxismo nella letteratura borghese» ed era diretta contro il maggiore rappresentante del marxismo legale, P. Struve.
Dal momento in cui apparvero, Lenin diede grande importanza alla lotta teorica contro questi momentanei «compagni di strada», infiltrati nel movimento operaio, coperti col «vestito marxista». Anche costoro lottavano contro i populisti pero lo facevano da posizioni completamente diverse, per loro fini particolari e mai come marxisti rivoluzionari. «Costoro – scriveva Lenin – erano dei democratici-borghesi per i quali la rottura con il populismo equivaleva a passare dal socialismo piccolo-borghese (o socialismo contadino), non al socialismo proletario come noi, ma al liberalismo borghese».
Fu tanta l’importanza che Lenin diede a questo lavoro, che considero necessario inserirlo nella raccolta dei suoi articoli pubblicati nel 1908 sotto il titolo «Dodici anni».
«…La polemica con Struve – scriveva – costituisce un esempio istruttivo. Questo esempio dimostra il valore politico-pratico della polemica teorica intransigente».
Attraverso questi fatti si vede chiaramente che Lenin non studio la teoria chiuso nel suo studio, ma nella lotta infaticabile con tutti e ciascuno dei nemici del marxismo non permettendo nessun tentativo di sviare il movimento operaio dal cammino rivoluzionario, armando i suoi militanti della teoria, raggruppandoli e organizzandoli per la lotta.
In meno di due anni, dal 1894 al 1895, contemporaneamente all’intensissimo lavoro di propaganda e di organizzazione, Lenin, lavorando sia a casa che nelle biblioteche, con libri e periodici, raduno una gran quantita di materiale per la preparazione del suo libro «Lo sviluppo del capitalismo in Russia».
In questo periodo della sua vita a Pietroburgo, come in tutta la sua attivita posteriore sino al trionfo della rivoluzione proletaria, Lenin dovette osservare una scrupolosa economia, privandosi del piu indispensabile.
Non gli era possibile abbonarsi ai periodici, percio doveva leggerli nelle biblioteche, a volte con due settimane di ritardo. Senza dubbio, nell’acquisto di libri gli era piu difficile economizzare: gli servivano per il suo lavoro e in essi investiva la maggior parte del suo denaro.
Quando, nel dicembre del 1895, fu arrestato, nella sua prima lettera dal carcere chiedeva che gli fossero mandati tutti i suoi libri.
In questa lettera, datata 14 gennaio 1896 e indirizzata a A. Chebotareva, scrive che, occupandosi da qualche tempo del problema dei mercati ha «riunito vario materiale, composto il piano dell’opera e ho pure scritto qualcosa, pensando di pubblicarlo in libro a parte se eccede i limiti di un articolo di rivista ».
A. Ulianova ricorda di aver portato a Lenin grandi pacchi di libri che riempivano un angolo della cella. Racconta:
«Lenin, in carcere, manifestava la stessa energia impetuosa di sempre. Sapeva organizzare il lavoro in modo tale che per tutto il giorno era occupato principalmente nella sua attivita scientifica. La grande quantita di materiale per «Lo sviluppo del capitalismo in Russia» fu selezionato in carcere. Lenin aveva fretta. Una volta, quando stava per finire la sua detenzione, gli feci sapere che l’istruzione della causa volgeva al termine ed egli mi rispose: «Che presto, pero non ho ancora finito di riunire tutto il materiale!».
Lenin sapeva che, se era esiliato, gli sarebbe stato difficile trovare in Siberia la letteratura necessaria per il suo lavoro.
Sino al momento del suo arresto nel dicembre del 1895, Lenin realizzo un intenso lavoro di propaganda nei circoli operai di Pietroburgo.
Sono straordinariamente interessanti i ricordi degli operai che ascoltarono Lenin anche una sola volta e specialmente di quelli che studiavano nei circoli diretti da lui personalmente. Tutti ricordavano soprattutto la semplicita e la chiarezza con cui Lenin esponeva i principi della dottrina di Marx.
Lenin educava con grande affetto quegli operai avanzati, trasmettendo loro le sue conoscenze e la sua fede illimitata nella vittoria della classe operaia. Questi legami con gli operai, Lenin li conservo sempre in tutto il suo lavoro successivo. I suoi uditori nei circoli furono attivi corrispondenti del periodico «Iskra», fedeli collaboratori di Lenin nella creazione del Partito, che frequentemente lavoravano dietro suo diretto incarico.
Uno di questi discepoli di Lenin fu l’operaio rivoluzionario I. Babushkin, fucilato all’inizio del 1906 dai generali zaristi.

LO STUDIO
DELLE LOTTE OPERAIE

Su consiglio di Lenin, Babushkin scrisse nel 1902 le memorie del suo lavoro rivoluzionario. In queste memorie descrisse anche la sua attivita nel circolo dove studio il marxismo avendo come maestro Lenin.
Babushkin ricorda come Lenin si sforzasse di inculcare nei suoi allievi abitudini oratorie,  «cercando varie volte di provocare in noi una replica o risvegliare il desiderio di intavolare una discussione, obbligando uno a dimostrare all’altro la giustezza del suo punto di vista».
Inoltre Lenin abituava gli operai al lavoro personale di agitazione, insegnava loro a prepararsi per esso, riunendo materiale sulla condizione degli operai nella fabbrica e nelle officine.
Racconta Babushkin:
«Noi ricevavamo dal conferenziere dei questionari che ci obbligavano a studiare il lavoro in fabbrica, frequentemente ci si doveva recare con qualche pretesto in un altro reparto, ma, in realta, per raccogliere le informazioni necessarie sia osservando che, quando se ne offriva l’opportunita, parlando con gli operai. La mia cassetta dei ferri era sempre piena di annotazioni di ogni genere e durante l’ora del pasto cercavo, senza attirar l’attenzione, di prender nota del numero delle giornate lavorative e del salario degli operai del mio reparto».
Sulla base del materiale raccolto dagli operai, si scrivevano i manifestini di agitazione. Gli stessi operai erano invitati a partecipare alla stesura dei manifestini.
Lenin studiava scrupolosamente ciascuno dei suoi allievi, le condizioni di lavoro imperanti nella fabbrica dove questi lavoravano, le loro condizioni di vita, tutti i conflitti sorti tra gli operai e il padrone. Costruiva sempre le sue conferenze nel circolo sulla base di esempi conosciuti da vicino dai suoi uditori.
Lenin lavorava intensamente su ciascun tema al fine di rendere la sua esposizione della teoria di Marx, sia oralmente che per iscritto, il piu possibile semplice, chiara e accessibile a ciascun operaio.
Nel 1917 ebbe a scrivere: «Massimo di marxismo significa massimo di chiarezza e di semplicita». Per Lenin queste due condizioni erano inseparabili: pensava che entrambe fossero indispensabili per ogni lavoro di propaganda.
Questo pensiero di Lenin si trova molto bene espresso nel seguente frammento di un lavoro critico che non porto a termine, scritto nel 1901, a proposito del periodico Svoboba (Liberta).
«Il periodico Svoboba e francamente cattivo. Il suo autore …pretende di scrivere in un linguaggio popolare alla portata degli operai. Ma in esso non v e nulla di popolare bensi un grossolano tono popolaresco. Non vi e una sola parola semplice, tutto e forzato… l’autore e incapace di scrivere una riga senza ricorrere a giri di parole… E con questo linguaggio deformato si riuniscono le idee socialiste arcinote, intenzionalmente volgarizzate, senza esempi nuovi, senza una propria elaborazione. La popolarizzazione, diremmo all’autore, non puo essere confusa con la volgarizzazione. Lo scrittore popolare porta il lettore a pensare, partendo dai dati piu semplici e piu conosciuti, indicando attraverso ragionamenti facili o  esempi felicemente scelti le principali conclusioni di questi dati, suscitando nel lettore pensante via via nuovi problemi. Lo scrittore popolare non suppone che il lettore sia un uomo che non pensa, che non sa, che non desidera pensare; al contrario suppone che il lettore desideri fortemente lavorare con la testa e lo aiuta in questo importante e difficile lavoro, lo guida nei suoi primi passi e gli insegna ad andare avanti da solo. Lo scrittore volgare suppone che il lettore non pensi e che sia incapace di pensare, non lo porta alle basi di una scienza seria, ma al contrario, in una maniera mostruosa e semplicistica, spruzzata di facezie e di proverbi, gli offre «gia pronte» tutte le deduzioni della teoria in questione, di modo che il lettore non ha bisogno alcuno di masticarle, ma deve soltanto bersi questa poltiglia ».
Tutti i ricordi del lavoro di propaganda di Lenin testimoniano che egli aiutava gli operai a capacitarsi teoricamente, insegnando loro a lavorare da soli, vedendo in essi non gli oggetti della propaganda, ma dei compagni uguali a lui che pensano seriamente e desiderano lavorare per forgiarsi come combattenti rivoluzionari.

LO STUDIO
DELLA QUESTIONE AGRARIA
Uno del problemi teorici piu dibattuti all’izizio del XX secolo fu il problema agrario, al quale Lenin dedico uno sforzo straordinariamente intenso.
Le teorie degli opportunisti russi, tanto dei socialrivoluzionari (Chernov, e altri) che dei «marxisti» (Bulgakov, P. Maslov e altri), si identificavano completamente con la critica del marxismo fatta dagli opportunisti dell’Europa Occidentale, capeggiati da Berstein, David, Hertz e altri. Lenin si pronuncio contro questo fronte unico degli opportunisti occidentali con gli opportunisti russi, studiando la questione agraria in tutta la sua ampiezza, scrivendo tutta una serie di lavori teorici per difendere la posizione del marxismo rivoluzionario in questa questione. Se nel preparare «Lo sviluppo del capitalismo in Russia» Lenin si pose come compito di studiare la realta concreta russa per distruggere con le armi dei fatti gli argomenti dei populisti sulla impossibilita di applicare in Russia la teoria di Marx, ora il compito comportava una maggiore ampiezza di analisi, si trattava delle leggi fondamentali di sviluppo dell’ economia agricola nei paesi capitalistici in generale.
Di modo che se per il primo tema l’immensa maggioranza dei lavori sull’economia agricola utilizzati da Lenin erano di fonti russe, per il secondo dovette studiare la letteratura mondiale sulla questio ne agraria e analizzare le statistiche sull’economia agricola nel paesi capitalistici di Occidente e d’America, per distruggere gli argomenti degli opportunisti di tutti i paesi sull’impossibilita di applicare le leggi generali del capitalismo nei confronti dell’economia agricola in generale scoperte da Marx, e distruggere cosi la teoria antimarxista sulla stabilita della piccola economia contadina.
I materiali che si sono conservati di questi studi di Lenin sulla questione agraria, sono tanto ampli da riempire tre volumi pubblicati sot to il titolo «Raccolta delle opere di Lenin», ed hanno un valore straordinario per lo studio del suo metodo scientifico di lavoro.
Soprattutto vediamo in essi la scrupolosita nello studiare tutto l’insieme dei fatti senza eccezione alcuna. I materiali fondamentali sono le statistiche: «una base di fatti esatti e irrefutabili».
Lenin studia l’economia agricola della Germania, della Francia, del Belgio, dell’America e di altri paesi e lo fa minuziosamente e dettagliatamente come prima lo aveva fatto per la Russia. Compone quadri statistici, diagrammi, raggruppa i dati statistici secondo i loro diversi rapporti, deduce le percentuali.
Lenin non era soddisfatto dei metodi correnti applicati nelle ricerche economiche, nelle quali il raggruppamento delle aziende rurali si faceva unicamente ed esclusivamente secondo la quantita di terra occupata e coltivata.
Lavorando allo sviluppo del capitalismo in Russia Lenin elaboro un suo proprio sistema di raggruppamento, basandosi sulle indicazioni date da Marx nel Capitale riguardo alla necessita di prendere in considerazione, conformemente alle esigenze del materialisnio dialettico, tutti i complessi processi dello sviluppo dell’economia agricola, le molteplici forme di possesso della ter- ra, le condizioni dell’agricoltura ecc.
«Il problema di raggruppare i materiali raccolti dagli attuali censimenti rurali – scriveva Lenin -non e in alcun modo una questione tecnica, specifica, come puo sembrarea prima vista. Questo materiale si distingue per la sua enorme ricchezza, per la sua completa informazione su ogni azienda agricola.
Data pero l’incapacita, la forma irriflessiva, turpe e rutinaria di riassumere i dati statistici, questo ricchissimo materiale si perde compIetamente ed e frequentemente inservibile per lo studio delle leggi dell’evoluzione dell’economia agricola» .
Ecco perché Lenin dedicava sempre tanta attenzione allo studio personale dei dati statistici. Non fidandosi dei materiali statistici ufficiali dei paesi da lui studiati, Lenin analizza una gran quantita di studi economici di vari autori in diverse lingue straniere. Dai libri traeva appunti, scegliendo principalmente fatti e cifre, adottando verso di essi un atteggiamento critico: confrontan- doli tra di loro, confrontandoli con i dati statistici, formando nuovi quadri, facendo nel margine le sue osservazioni dedotte da questa analisi.
E’ particolarmente importante osservare come lavorava Lenin sulle opere dei nemici del marxismo, degli opportunisti e dei revisionisti di Marx.
Come con tutte le opere egli, naturalmente, confrontava tutte le cifre e le statistiche citate. Tuttavia non si limitava a questo.
Prestava un’attenzione speciale a come essi citavano Marx o altri autori, a chi citavano, a chi appartenevano gli studi sui quali essi basavano le loro conclusioni. Nessun errore, nessuna deliberata falsificazione dei fatti o tergiversazione di una citazione, gli sfuggiva.
Una dimostrazione di quanto sopra detto e il lavoro che Lenin si impose con i libri di Bulgakov, Chernov e altri critici di Marx sulla questione agraria. Riassumendo dettagliatamente Bulgakov, per esempio, Lenin studia continuamente tutte le fonti alle quali l’autore fa riferimento, confronta le cifre e le citazioni, annotando nel suo quaderno i propri calcoli e i propri commenti. Questi appunti caratterizzano quanto minuziosamente e dettagliatamente Lenin studiasse i vari autori.
Cosi, confrontando per esempio le citazioni di Bulgakov con i calcoli dell’economista borghese Bensing, Lenin scrive:
“A pag. 273 del secondo volume, Bulgakov falsifica nuovamente la citazione nel modo piu grossolano. La terza colonna della sua tavola non si riferisce alla grande azienda, come dichiara all’inizio di detta colonna, ma a tutte le aziende in generale… Il signor Bulgakov imbroglia – e incredibile, ma e un fatto – le tavole dell’originale da lui citato e confonde i dati sull’estensione della proprieta territoriale con i dati sulla proporzione dei debiti “. E via di seguito, quindi Lenin calcola le cifre reali. Questa analisi contiene alcune altre citazioni falsificate da Bulgakov.
Lenin scoperse anche Bulgakov in flagrante delitto di falsificazione di Marx in quanto riportava le citazioni slegate dal contesto e distorte nella traduzione.
Lo studio dei lavori preparatori di Lenin, specialmente di quelli che riguardano il problema agrario ma anche di tutti gli altri, dimostra la scrupolosita con cui elaborava i piani e gli estratti per le sue opere.
Quando Lenin, dopo aver terminato lo studio e l’elaborazione di tutto il materiale, passa direttamente a scrivere un libro o a preparare una conferenza, comincia a tracciare un piano che via via precisa e arricchisce con riferimenti alle fonti delle citazioni e poi lo sintetizza dettagliatamente il piu delle volte in diverse varianti. Tutto il lavoro del libro, Lenin lo concentra nei piani e nei riassunti, di modo che quando incomincia a scriverlo lo fa generalmente senza cancellature e direttamente in bella copia, essendo raro il caso in cui debba allontanarsi dal piano tracciato, sebbene non sempre utilizzi tutto il materiale accumulato nei suoi piani e nei suoi riassunti.
Come si sa, durante piu di dieci anni di lavoro, Lenin non soltanto studio la letteratura fondamentale dedicata alla questione agraria, ma scrisse anche tutta una serie di lavori scientifici e elaboro il programma agrario del POSDR.
Senza dubbio, quando Lenin comincia a preparare una Conferenza per la Scuola Superiore Russa di Scienze Sociali, nel febbraio 1903 a Parigi, ripassa nuovamente tutta una serie di materiali scientifici studiati anteriormente e molti altri nuovi, componendo un dettagliato riassunto. Lenin, anche nel caso in cui fosse molto approfondito nel tema, realizzava prima delle sue conferenze, un serio e intenso lavoro di preparazione. In questi casi gli erano di grande aiuto i suoi quaderni con i riassunti, le note e le osservazioni nei riguardi dei libri letti.
Le quattro Conferenze sulla questione agraria le strutturo nel seguente modo: nella prima espone la teoria generale della questione agraria, elaborata da Marx e, servendosi del materiale raccolto anteriormente, espone il carattere borghese delle dottrine dei critici del marxismo (Bulgakov, David, Chernov e altri); le due seguenti dissertazioni le dedica alla questione della piccola e della grande produzione agricola. In queste due conferenze, sulla base dei dati statistici da lui raccolti, scompone dettagliatamente e confuta gli  “sforzi della cosidetta scuola critica per nascondere la schiavitu dei piccoli produttori nella societa contemporanea “.
Infine la quarta conferenza riguardava la presentazione della questione agraria in Russia: in essa Lenin espone le opinioni dei populisti, dimostra perché sono reazionarie, e con dati e cifre descrive dettagliatamente la configurazione dei contadini in Russia, il processo di differenziazione degli stessi, la lotta delle classi nelle campagne come base fondamentale del problema agrario. Lenin si dilunga sui procedimenti seguiti nello studio della differenziazione dei contadini, spiegando il sistema dei raggruppamenti impiegato in questa analisi, secondo le indicazioni di Marx. Termina facendo una esposizione del programma agrario del POSDR, contrapponendolo al programma agrario dei socialisti rivoluzionari del quale affermava, in un riassunto, non essere «ne agrario ne programma».
Queste conferenze furono, percio, una esposizione della teoria leninista della questione agraria.
Le conferenze di Lenin sul problema agrario costituiscono una chiara dimostrazione delle idee contenute nel consiglio che lui dava ai propagandisti: ” massimo di marxismo significa massimo di chiarezza e di semplicita “.
Con la sua forma accessibile e semplice, Lenin condusse i suoi uditori alla comprensione della teoria di Marx in una questione tanto complessa come la questione agraria.

LO STUDIO
DELL’IMPERIALISMO

Come esempio della semplicita e della chiarezza con cui Lenin aiutava gli operai avanzati a comprendere le leve dello sviluppo della societa, puo servire il suo popolare libro ” L’imperialismo, fase suprema del capitalismo “.
Questa opera di Lenin, apparsa sotto la modesta denominazione di ” saggio popolare “, e il risultato di un lavoro colossale di ricerca scientifica creatrice nello sviluppo ulteriore della teoria economica di Marx in una nuova fase storica, nell’epoca dell’imperialismo. Tanto per il suo significato e per il metodo seguito come per i dati che contiene, questa opera di Lenin costituisce una diretta continuazione del Capitale di Marx e inaugura una nuova e superiore tappa della lotta del proletariato per la vittoria del comunismo in tutto il mondo.
Studiando le nuove condizioni dello sviluppo del capitalismo, Lenin scoperse ed espose la legge dell’ ineguale sviluppo economico e politico dei paesi capitalisti nell’epoca dell’imperialismo.
Gli studi preparatori per ” L’imperialismo “, riuniti e pubblicati nel 1939 col titolo di  “Quaderni sull’Imperialismo “, ci dimostrano il gigantesco lavoro di Lenin. Egli dovette riunire ed elaborare i dati che caratterizzano la nuova tappa del capitalismo, duraute la guerra mondiale, quando maturava la rivoluzione socialista, nel periodo della pre parazione del proletariato all’assalto diretto contro l’imperialismo. Una tale situaziune esigeva da parte di Lenin uno sforzo tremendo o, come egli stesso diceva, un lavoro furioso, teorico e pratico, di direzione del partito, di elaborazione della sua tattica.
Cointemporaneamente a questo lavoro gigantesco ed in un breve periodo di tempo, meino di sei mesi, Lenin studio in tutti i suoi dettagli tutta la letteratura sull’imperialismo clhe poté trovare nelle biblioteche svizzere, trasferendosi da Berna a Zurigo e da Zurigo a Ginevra. Comincio questo lavoro nel gennaio del 1916, subito dopo aver terminato il primo capitolo delle sue ricerche sulle leggi dello sviluppo capitalistico nell’economia agricola, per il quale realizzo un intensissimo studio delle statistiche agricole americane.
Nella sua lettera a Gorki, scritta l’11 gennaio del 1916, Lenin, riferendosi a questo lavoro, dice:
“Mi sono sforzato di esporre nella forma piu popolare possibile i nuovi dati sull’America, che secondo me sono particolarmente appropriati per la popolarizzazione del marxismo e per la sua argomentazione sulla base di fatti.
Credo di essere riuscito ad esporre questi importanti dati in modo chiaro e semplice,  per i nuovi contingenti di lettori che si moltiplicano in Russia e necessitano che si chiarifichi loro l’evoluzione economica del mondo.
Desidererei proseguire e posteriormente pubblicare il secondo capitolo sulla Germania. Incomincio a scrivere  l’opuscolo  sull’imperialismo “.
(Il lavoro sulla Germania non poté essere terminato da Lenin. I materiali statistici raccolti ed elaborati da Lenin per tutti i capitoli del suo lavoro «Nuovi dati sulle leggi dello sviluppo capitalistico nell’agricoltura», sia per il primo che per i successivi, sono stati pubblicati nella ” Raccolta delle opere di Lenin” volume XIX e XXXI).
Lenin incomincio a scrivere il suo libro sull’imperialismo con alle spalle una solida preparazione acquisita durante piu di 23 anni di studio dei dati concreti sulle leggi dello sviluppo del capitalismo.
Studiando la questione agraria, Lenin accumulava informazioni su altri rami della vita economica, stodiando tutto cio che di nuovo l’epoca dell’imperialismo aveva portato in confronto all’epoca in cui Marx elaborava il Capitale.
Scriveva Engels, riferendosi a Marx, che gli avvenimenti non lo coglievano mai sprovveduto, dato che Marx seguiva il corso della storia in tutti i suoi dettagli, raccogliendo il materiale per utilizzarlo poi nel futuro.
Queste parole possono essere nferite anche a Lenin.
Precisamente questo costante e infaticabile lavoro per acquisire conoscenze concrete, per studiare le basi della vita della societa: l’economia concreta nel suo processo di sviluppo e lo studio ininterrotto del corso della storia e dell’esperien- za del movimento operaio di tutti i paesi, costituisce giustamente una delle principali caratteristiche del metodo leninista di lavoro.
Nel gennaio del 1916, Lenin ristudia tutti i suoi appunti, estratti e riassunti anteriori, la bibliografia da lui precedentemente composta e inoltre studia una enorme quantita di libri nuovi. Nei suoi ” Quaderni sull’imperialismo” Lenin seguendo il suo metodo ” critico “,riuni estratti di 148 libri e 232 articoli di vari autori in diverse lingue straniere.
Nell’introduzione all’edizione francese e tedesca, Lenin scrive:
” In questa opera abbiamo dimostrato che la guerra del 1914-19l8 estata, per entrambe le parti belligeranti, una guerra imperialista (cioe una guerra di conquista, di brigantaggio e di furto), una guerra per la spartizione del mondo, per una nuova spartizione delle colonie, delle sfere di influenza del capitale finanziario ecc. Naturalmente, la prova del vero carattere sociale o, meglio, del vero carattere di classe della guerra non si trovera nella sua storia diplomatica, ma nell’analisi della situazione oggettiva delle classi dirigenti in tutti i paesi belligeranti “.
E, piu avanti, Lenin sottolineava ancora una volta cio che sempre aveva detto e scritto, cioe che si trattava di studiare i fenomeni sociali oggettivi: ” Per poter riflettere questa situazione oggettiva non bisogna scegliere esempi e dati isolati (data la infinita complessita dei fenomeni della vita sociale, si puo sempre incontrare un numero qua- lunque di esempi e dati isolati suscettibili di confermare qualsiasi tesi), ma riferirsi assolutamente all’insieme dei dati che illustrano le fondamenta della vita economica di tutte le potenze belligeranti e del mondo intero”.
Questa e l’essenza dell’analisi leninista, della quale abbiamo gia dato numerosi esempi. In tutti i lavori di Lenin, senza eccezione, si puo osservare che egli mai prescisse da questa elementare esigenza dell’analisi marxista: basare tutte le conclusioni e le tesi teoriche sull’insieme dei fatti irrefutabili inerenti al problema, fatti che nessuno puo contestare, fatti presi non a sé e non isolati dalle condizioni che li circondano, ma nei loro rapporti reciproci, nel loro sviluppo storico.
L’analisi marxista, inoltre, esige che i fatti essenziali siano staccati da quelli secondari, che sia posto un criterio oggettivo per detta analisi.
Nel suo libro «L’imperialismo fase suprema del capitalismo» Lenin ha inserito due tavole statistiche composte sulla base di una gran quantita di dati numerici che riguardano proprio le fondamenta della vita economica di tutte le potenze belligeranti del mondo intero. La prima tavola rappresenta il quadro della spartizione territoriale del mondo (di tutta la terra e di tutta la popolazione della terra), che si esprime nei domini coloniali delle grandi potenze. Tale quadro fu composto da Lenin nel 1915.
La seconda tavola riguarda la ripartizione delle ferrovie in tutto il mondo.
” La ripartizione della rete ferroviaria, la irregolarita di questa ripartizione e del suo sviluppo, tutto cio nasce dal capitalismo moderno, monopolista su scala mondiale. E questi risultati dimostrano che finché non scompare questa base economica, finché sussiste la proprieta privata dei mezzi di produzione, le guerre imperialiste sono assolutamente inevitabili”.

Entrambe le tavole dei dati generali riferentesi alle fondamenta stesse della vita economica del mondo intero, dimostrano evidentemente, con cifre irrefutabili, che il capitalismo ha fatto nascere un gruppo (meno di una decima parte della popolazione della terra) di Stati particolainente ricchi e potenti, che saccheggiano tutto il mondo col semplice taglio delle cedole.

E’ di straordinario interesse per lo studio del metodo di analisi leninista osservare, nei lavori preparatori di Lenin raccolti nei suoi «Quaderni sull’imperialismo», come selezionava e preparava i materiali concreti per comporre queste tavole e per far comprendere al lettore questo quadro della spartizione completa del mondo con la dimostrazione difatti semplici e chiari e con dati numerici su tutti i rami della vita economica dei paesi imperialisti.
Cosi, per la composizione della prima tavola statistica, Lenin studia e ordina, mediante il confronto di diversi dati, un enorme materiale statistico e geografico, compilando numerose tavole, per anni e per paesi, al fine di abbracciare il massimo dei domini coloniali dei diversi paesi nel loro sviluppo storico. Studiando in special modo la storia del saccheggio coloniale, Lenin compose una statistica dettagliata delle conquiste coloniali, dividendo gli stati imperialisti in tre gruppi: America e Europa Occidentale (350 milioni di abitanti), Europa Orientale (250 milioni) e i restanti paesi, principalmente  l’Asia  e  l’Africa (1000 milioni). I dati sulla popolazione della terra li riunisce nei suoi quaderni, estraendoli da numerose fonti.
I «Quaderni sull’imperialismo» sono anche un brillante esempio del modo di puntualizzare politicamente la ricerca scientifica, come Lenin dice nel suo libro «Materialismo ed Empiriocriticismo».
Utilizzando i dati concreti dei vari economisti borghesi, studiando e confrontando questi dati criticamente, Lenin non si dimentica mai di dare un giudizio politico dell’autore. In questo modo, prestando grande attenzione all’economista borghese Hobson, dalla cui opera trae ahbondanti dati e cifre e che ripetutamente cita nel suo libro, Lenin lo smaschera come soclalriformista e pacifista che fa una critica piccolo borghese dell’imperialismo.
Ma, nello stesso tempo, Lenin dice che Hobson «fa una descrizione eccellente e dettagliata delle par- ticolarita economiche e politiche fondamentali dell’imperialismo».
Dopo aver letto le 264 pagine del libro dell’economista borghese Mackay, ” Cina, Repubblica del Centro. Suoi problemi e prospettive “, Lenin da il seguente giudizio dell’autore: «Canaglia, reazionario, ottuso e miserabile che da una decina di libri ha preso quante piu calunnie ha potuto contro i democratici radicali (il Kuomintang con Sum Yan Sen alla testa). Valore scientifico zero». (Cfr. Lenin, quaderni, pag. 501, Mosca 1939).
Cio nonostante estrae dal libro tutti i fatti, l’indice bibliografico, la mappa delle ferrovie cinesi ecc.
Particolarmente in dettaglio, Lenin si serve del libro di G. Egelhaf ” Storia dei tempi moderni “, componendo sulla base dei suoi dati, completati con dati di altre fonti, tavole statistiche comparate e un riassunto straordinariamente interessante dei principali dati della storia del mondo dal 1870.
Lenin da il seguente giudizio dell’autore e del libro: ” L’autore e un miserabile, un bismarkiano. Cio nonostante il libro e molto utile come riassunto dei fatti e come libro di consultazione. Un semplice riassunto di un quadro dell imperiali- smo e dei movimenti democratici come principali tratti distintivi dell’epoca. (N.B. Per il concetto di epoca e arcimportante!). Sul socialismo, arcipoco, in concordanza con la stupidaggine reazionaria dell’autore “. (Cfr. Lenin, Quaderni, pag. 615).
Il riassunto composto da Lenin sulla base di questi dati, ha per noi un interesse eccezionale. Dimostra, soprattutto, l’enorme importanza, dal punto di vista della teoria, che Lenin, come gia Marx ed Engels, attribuisce allo studio e alla analisi degli avvenimenti storici. Ci da inoltre un’idea del metodo impiegato da Lenin nello studio della Storia Universale.
Nelle sue statistiche comparate fa un confronto tra diversi avvenimenti svoltisi nello stesso periodo di tempo.
Lenin confronta gli avvenimenti storici e i fatti rispetto ai seguenti temi:
A) guerra,
B) diplomazia,
C)politica coloniale,
D) politica economica (trust ecc., trattati doganali ecc., grandi concessioni…),
E) movimento operaio e partiti socialisti,
F) movimenti rivoluzionari (di carattere non proletario),
G) movimenti nazionali e il problema nazionale,
H) riforme democratiche,
I) riforme sociali,
L) vari e osservazioni.
Lo studio di tutti questi fatti e avvenimenti, classificati da Lenin per anni e per periodi, permette di comprendere la storia della nascita e dello sviluppo dell’epoca imperialista e come si riflettevano i canibiamenti dell’economia capitalistica, la trasformazione del capitalismo in capitalismo monopolista, sugli avvemmenti della vita politica dei vari paesi, sulla preparazione e lo sviluppo delle guerre, sull’apparizione delle crisi nella politica internazionale delle grandi potenze ecc.
Si vede qui l’analogia, benché in forma alquanto diversa, col lavoro per lo studio della storia dell’epoca feudale e della nascita del capitalismo nel seno di quel regime, che Marx intraprese negli ultimi anni della sua vita, nei suoi «Appunti Cronologici».
Basandosi sullo studio dettagliato dei dati della Storia Universale e della economia delle grandi potenze, Lenin compilo un notevole quadro delle principali crisi della politica internazionale delle stesse negli anni posteriori al 1870-1871. Questo quadro dimostra con grande evidenza l’attivita spogliatrice delle grandi potenze, la lotta per la conquista delle colonie come base di tutte le guerre, di tutti i conflitti internazionali e dei trattati e patti segreti della diplomazia scrupolosamente nascosti al popolo.

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