Maria Ignatievna Gliasser – Come studiavano Marx ed Engels – Seconda Parte

(segue dal n. 13-14)
Per conoscere il modo di lavoro di Engels è molto importante conoscere come studiò l’arte militare. Per tutta la vita questa materia fu per lui una di quelle che maggiormente lo interessavano. Ma non si occupava della scienza militare guidato unicamente da un interesse scientifico; sottolineava continuamente la grande importanza pratica che per il movimento rivoluzionario del proletariato internazionale ha l’arte militare, e dato che l’aveva studiata alla perfezione, fu il primo a porla al servizio del proletariato.
Engels cominciò a studiare l’arte militare nel 1851, a Manchester. Nella lettera a Weydemeyer del 19 giugno 1851, Engels chiede quali fonti potrebbe consultare per trovare le informazioni necessarie, e elenca quelle che più gli interessano:
” Ciò di cui ho soprattutto bisogno sono libri che, da una parte, mi diano una idea della situazione generale attuale di certi settori dell’arte militare e dall’altra, mi permettano di conoscere le differenze tra i vari eserciti moderni; per esempio, desidererei conoscere le varie forme di cannoni e altre cose simili; l’organizzazione e le varie unità che formano una divisione, un corpo d’esercito ecc. Desidererei ottenere, specialmente, ogni informazione possibile sull’organizzazione degli eserciti, l’approvvigionamento, la sanità e tutto ciò che necessita all’equipaggiamento di un qualsivoglia esercito “.
Tutti questi dettagli gli servivano per ” comprendere e apprezzare esattamente i fatti storico-militari ” e sottolineava che per lui era importante ” la conoscenza delle cose pratiche esistenti nella realtà e non i sistemi o le invenzioni di genii ignorati “.
Engels, come abbiamo visto, volle innanzitutto acquisire la conoscenza elementare dei vari rami dell’arte militare. Studiò la tattica elementare, la fortificazione, cominciando con il sistema Vauban e terminando coi sistemi moderni dei fortini isolati, e la storia generale della scienza militare.
” …Dopo – scrive Engels – devo conoscere profondamente l’artiglieria “.
Anche Engels si dedicò allo studio delle lingue. Sotto questo aspetto è significativa la lettera di Engels a Marx del 18 marzo 1825, nella quale spiega il perché si è dedicato allo studio delle lingue slave e specialmente del russo.
” Nella prossima rivoluzione – scrive Engels – almeno uno di noi due conoscerà la lingua, la storia, la letteratura e le particolarità delle istituzioni sociali di quei popoli, con i quali, precisamente, si entrerà presto in conflitto. Propriamente parlando, Bakunin è riuscito a concludere qualcosa unicamente grazie al fatto che nessuno conosceva il russo “.
Engels conosceva alla perfezione tutte le lingue europee, comprese le antiche (greco e latino). Studiò anche alcuni dialetti e lingue orientali.
Quando nel 1853, in occasione della guerra di Crimea, si occupò della questione d’Oriente, Engels studiò dettagliatamente la storia di tutte le nazionalità dell’Oriente, l’economia, la cultura, le condizioni di esistenza, e a questo scopo si dedicò all’apprendimento delle lingue orientali. Nel 1864 quando scoppiò la guerra tra Danimarca e Prussia, si trasferì nello Schleswig e Holstein, osservando attentamente nei diversi punti di queste provincie la lingua parlata dalle popolazioni. Nella lettera del 2 novembre 1864, indirizzata a Marx, descrive le sue osservazioni, dicendo:
” Il rapporto tra le lingue e le nazionalità è molto originale. Nel Flensburg, dove, secondo dati danesi, specialmente la parte del litorale è danese, tutti i ragazzi che in massa giocano nel porto parlano un dialetto della Germania del sud. In cambio, sino al nord del Flensburg la lingua che parla il popolo è il danese, cioè un dialetto del sud della Danimarca, di cui non capisco quasi niente. Nel Sundevit i contadini nelle osterie parlavano vari dialetti, il danese, il tedesco e il tedesco del sud, mentre del Sonderburg, dove io mi rivolgevo alla gente in danese, quasi sempre ricevevo risposte in tedesco “. ” UItimamente mi sono occupato un po’ della filologia e dell’archeologia frisio-Jutlandese e scandinava “, scriveva Engels a Marx nella stessa lettera. Quando studiava una lingua Engels studiava contemporaneamente il popolo cui tale lingua apparteneva: la sua economia, la storia della sua cultura, la sua letteratura, la sua origine e la sua storia concreta.
” Studio adesso i racconti di Grimm -scriveva a Marx il 15 luglio 1865 -le epopee eroiche tedesche… Non appena mi sarò approfondito un poco in tutto questo, mi dedicherò seriamente al norvegese antico. La sua poesia è straordinariamente difficile a causa della sua intenzionale nebulosità e della abbondanza dei nomi mitologici; mi sto accorgendo che è inutile studiarla alla leggera. Al momento opportuno dovrò dedicarci esclusivamente quattro settimane, ma quando sarò meno occupato “.
L’intima amicizia di Marx ed Engels, la loro ininterrotta comunanza spirituale, ebbero un’importanza eccezionale nella vita e nel lavoro di entrambi.
” Le antiche leggende – scrive Lenin – ci offrono numerosi emozionanti esempi di amicizia. Il proletariato europeo può dire che la sua dottrina è stata creata da due saggi e da due lottatori i cui rapporti superano le più emozionanti leggende antiche sull’amicizia umana. Engels, con tutta giustizia, poneva sempre Marx in primo piano. ” In confronto a Marx – scriveva a un suo vecchio amico – il mio ruolo è secondario “. Il suo affetto per Marx quando era vivo e la venerazione della sua memoria dopo la morte, erano illimitati. Questo rude combattente e austero pensatore era di sentimenti profondamente umani e cordiali “.
Agli inizi della loro amicizia, quando vivevano insieme a Parigi e a Bruxelles elaborarono insieme la loro teoria rivoluzionaria e scrissero in comune due opere, ” La sacra famiglia ” e ” L’ideologia tedesca”. Più tardi quando vivevano e lavoravano in diverse città, continuarono a mantenere, tramite la corrispondenza, uno stretto rapporto.
La corrispondenza di Marx ed Engels ci dimostra quanto fecondo fosse questo mutuo interscambio. Si consultavano l’un l’altro sui loro studi e scoperte, decidevano, nelle loro lettere, i problemi sorti a entrambi nel corso di una determinata ricerca.
Quando Engels era a Manchester e studiava soprattutto la scienza militare, Marx trascorreva a Londra i giorni e le notti nell’elaborazione della sua teoria economica. Engels aveva piena coscienza della straordinaria importanza di quest’opera di Marx; si decise perciò ad accettare un lavoro come impiegato nella ditta di cui suo padre era azionista. Engels odiava questo lavoro, lo chiamava ” maledetto ” e ” da cani”, ma nonostante ciò lo accettò con l’unico scopo di aiutare economicamente Marx che attraversava una situazione materiale incredibilmente difficile.

Engels non solo aiutava Marx mandandogli del denaro; frequentemente gli scriveva gli articoli, gli faceva le traduzioni o qualsiasi altro lavoro, facilitando così Marx. Dopo la sua morte, Engels, nell’1887, riferendosi a ciò scrisse: ” In base alla divisione del lavoro che esisteva tra Marx e me, io esponevo nella stampa i nostri punti di vista e, in particolare, come conseguenza di ciò, sostenevo la lotta contro le concezioni degli avversari al fine di dare a Marx il tempo necessario per l’elaborazione della sua grande opera fondamentale”.
Inoltre Engels diede a Marx un enorme aiuto nell’elaborazione della sua teoria economica. Marx ci teneva molto a che ciascuna delle sue scoperte scientifiche fosse attentamente studiata da Engels e discussa da entrambi. ” La tua recente scoperta economica – scrive Engels a Marx il 12 febbraio 1851 – è attualmente oggetto da parte mia delle più serie ricerche. Oggi non ho tempo di dilungarmi in dettagli, ma mi sembra completamente accertata. Senza dubbio con le cifre non si può scherzare; perciò studio scrupolosamente questa storia “.
” Sono contento che tu sia soddisfatto di essa ” – scrive Marx ad Engels in seguito ad uno dei suoi giudizi.
Marx aiutò molto Engels nella preparazione di una delle sue migliori opere, l’Antiduhring. Engels gli lesse tutto il manoscritto prima di mandarlo alle stampe; il decimo capitolo, che riguarda l’economia politica fu interamente scritto da Marx secondo quanto riferì lo stesso Engels nella prefazione alla seconda edizione del libro.
Nel 1870, quando Engels riuscì finalmente a liberarsi del ” maledetto commercio “, si stabilì a Londra, a dieci minuti di strada dalla casa dove abitava Marx.
” Tutti i giorni – raccontava Paul Lafargue – verso l’una del pomeriggio, Engels si recava a casa di Marx e se faceva bel tempo e Marx era disposto, andavano a passeggiare insieme al campo di Hampstead. Quando non era possibile passeggiare per qualsivoglia ragione, conversavano per un’ora o due nello studio, passeggiando per la stanza ciascuno lungo una diversa diagonale.
Ricordo benissimo adesso una delle discussioni sulla questione degli albigesi, che si prolungò per vari giorni. Marx studiava allora il ruolo dei mercanti ebrei e cristiani nel medio evo. Negli intervalli della discussione ciascuno meditava separatamente i problemi discussi per giungere ad una conclusione comune. Si stimavano talmente l’un l’altro che nessuna critica alle loro idee e ai loro lavori aveva per essi tanta importanza come questo scambio di opinioni “.
Molte volte, prima e dopo la morte di Marx, Engels rilevò la sua superiorità, il suo genio.
” Marx supera così tanto tutti noi col suo genio – scrive in una delle sue lettere, nel 1881 – con la sua quasi eccessiva scrupolosità scientifica, col suo portentoso sapere, che se qualcuno si azzardasse a criticare le sue scoperte ne uscirebbe malpreso “.
Nelle sue lettere e nelle prefazioni alle opere scritte insieme a Marx, Engels sottolinea costantemente che il merito principale della creazione della teoria rivoluzionaria del socialismo scientifico spetta a Marx.
Nel libro “Ludovico Feuerbach”, pubblicato nel 1888, Engels scrisse:
” Non posso negare che prima e durante i quarant’anni della mia collaborazione con Marx, ebbi una certa partecipazione personale nella creazione e, soprattutto, nell’elaborazione della teoria. Ma la parte più considerevole delle idee fondamentali, soprattutto nel campo economico e storico e, in special modo, la loro formulazione nitida e definitiva, appartiene esclusivamente a Marx. Il mio apporto, se si eccettuano un paio di specialità, potrebbe averlo dato lo stesso Marx senza aiuto da parte mia. In cambio, io non avrei mai fatto quello che Marx ha fatto. Marx aveva una statura maggiore della nostra, vedeva più lontano, aveva una visione più larga e più rapida di tutti noi. Marx era un genio; gli altri, tutt’al più, uomini di talento. Senza di lui la nostra teoria oggi sarebbe ben lungi dall’essere quello che è. A ragione perciò essa porta il suo nome “.

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