Maria Ignatievna Gliasser – Come studiavano Marx ed Engels

Nel 1867 usciva il  lo volume del «Capitale», l’opera alla quale Marx sacrifico la «salute, la felicita della vita e la famiglia», come scrisse egli stesso. Il proletariato, finalmente, aveva la sua scienza e poteva uscire dalle nebbie dell’utopismo. Non ci proponiamo qui di illustrare l’importanza del «Capitale»: avremo altre occasioni di farlo. Ci basti dire che, ad un secolo di distanza, «Il Capitale» non solo ha confermato la sua validita scientifica ma si e imposto come scienza dell’avvenire, la scienza della rivoluzione. L’opera di Marx e ancora in buona parte da scoprire, ma soprattutto e ancora in gran parte da sviluppare e da applicare. E’ un’opera che sinora non ha sprigionata che una centesima parte della sua potenza. Per questa ragione e l’opera dell’avvenire, l’arma di classe del futuro.
Pensiamo che sia importante conoscere come Marx lavoro per consegnarcela. Un buon contributo ci e parso quello della militante bolscevica M. I. GLIASSER.

Lenin intervenendo il 2 Ottobre 1920 al III Congresso della Gioventu Comunista Russa, diceva, riferendosi a Marx:
“Se vi poneste il problema del perche la dottrina di Marx ha potuto impossessarsi di milioni e decine di milioni di cuori della classe piu rivoluzionaria, ricevereste una sola risposta: cio e successo perche Marx si basava sulle solide fondamenta del sapere umano accumulato nell’epoca del capitalismo; perche, avendo studiato le leggi dello sviluppo sociale, Marx comprese la inevitabilita dello sviluppo del capitalismo, che conduce al comunismo e, soprattutto, lo dimostro sulla base dello studio piu esatto, piu dettagliato e profondo della stessa societa capitalistica, mediante la completa assimilazione di tutto cio che la scienza aveva sino allora apportato “.
E’ di particolare interesse studiare come Marx incomincio ad elaborare il suo geniale metodo di lavoro scientifico. Infaticabilmente, gia dall’Universita, Marx lavoro per assimilare ” tutto cio che la Scienza aveva sino allora apportato “.
In una lettera a suo padre del 10 novembre 1837, Marx, che aveva allora 19 anni, studente della Facolta di Diritto all’Universita di Berlino, fa un riassunto della sua attivita e delle sue riflessioni durante quell’anno,
Attraversava allora un periodo di transizione, assorbito interamente dall’Universita, dallo studio delle scienze e, ” soprattutto, dal desiderio di misurare le sue forze con la filosofia “.
” Gli studi di Diritto e di Filosofia si sono intrecciati tanto l’un l’altro – scrive a suo padre –   che, in parte, ho studiato in modo assolutamente acritico, come uno scolaro, Thibaut e altre fonti. Cosi, per esempio, ho tradotto in tedesco i primi libri delle Pandette “.
Marx analizza dettagliatamente e sottomette ad una critica severa il suo primo lavoro, frutto del suo attaccamento alla filosofia, che consisteva nel ” tentativo di introdurre un certo sistema di diritto filosofico in tutta la sfera del diritto”, ivi compreso il diritto pubblico.
Nella lettera a suo padre, esamina il proprio sistema filosofico, come una tappa ormai superata, facendone risaltare con forza le deficienze e sottoponendole ad una critica severa. Marx si esercita ad assimilare criticamente l’eredita intellettuale ricevuta.
” Giunto alla fine del diritto materiale privato mi accorsi della falsita di tutto il sistema – scrive – e, ancora una volta, risulto chiaro per me che senza la filosofia non potrei procedere oltre “.
Marx descrive a suo padre anche il metodo dei suoi studi.
«Mi sono abituato a compilare estratti di tutti i libri che leggo, per esempio del Laoconte di Lessing, dell’Erwin di Solger, della Storia dell’Arte di Winkelmann, della Storia Tedesca di Luden, facendo le relative note. Nello stesso tempo ho tradotto la Germania di Tacito e i Canti Funebri di Ovidio e ho cominciato a studiare per conto mio, cioe,  servendomi  unicamente  delle grammatiche, l’italiano e l’inglese ma sinora ho fatto pochi progressi; ho letto il Diritto Criminale di Klein e i suoi Annali, e tutte le novita letterarie, ma a queste ho solo dato un’occhiata “.
Marx scrive anche un dialogo dal titolo: «Cleanto, o il punto di partenza e lo sviluppo necessario della filosofia “, nel quale ” unifica, in certo qual modo, l’arte e la scienza “. Per scrivere questo lavoro Marx studio le scienze naturali, le opere di Schelling e la storia. E’ ancora nel campo dell’idealismo, ma passa gia, come egli stesso dice, da Kant e Fichte ” a cercare l’idea nella stessa realta “. La ” rozza melodia agreste ” della filosofia di Hegel, che terminava allora di conoscere, all’inizio non gli piacque, dato che fu per lui una grave contrarieta il notare nel suo lavoro l’influenza di Hegel.
” La mia ultima tesi e risultata essere uno dei principi del sistema di Hegel, e questo lavoro… mio accarezzato frutto, coltivato alla luce della luna, mi ha trascinato come perfida sirena nelle reti del nemico “, scrive Marx.
«Dal disgusto non ho potuto neppure pensare per alcuni giorni e correvo come pazzo per il giardino… Poi mi imposi di dedicarmi solo a lavori positivi “. Enumerando una lunga lista di libri giuridici studiati e in parte tradotti da egli stesso, Marx menziona anche il libro di Reimarus ” L’istinto artistico negli animali “, sul quale ” ho meditato con piacere”.
Possiamo conoscere molto del Marx diciannovenne: la sua colossale capacita di lavoro e la sua ansia di sapere, il suo interesse per i piu svariati rami della scienza, la sua inclinazione ad analizzare in modo critico le conoscenze acquisite, il sapere applicare l’autocritica ai suoi lavori. Marx non legge semplicemente, ma analizza quello che legge e lo sintetizza in un determinato sistema. Non solo riflette sopra quanto legge, ma scrive anche le sue opinioni in proposito. Estraendo dai libri le nozioni sui differenti temi che costituiscono il centro del suo interesse, Marx scrive tutta un opera, una monografia per comprovare cosi il risultato dei suoi studi. Egli lo fa per approfondirsi ancora di piu nei temi studiati. Questo e uno dei metodi del suo lavoro scientifico; ripetutamente poi, analizza quanto ha scritto e precisa quello che ancora gli manca per conseguire uno padronanza piu completa del problema.
Una volta creato questo metodo dl lavoro, Marx lo seguira per tutta la vita perfezionandolo in tutti gli aspetti.

LO STUDIO
DELLA FILOSOFIA
A testimonianza dl cio citiamo lo stesso Marx il quale anche in seguito conservo il metodo di sintetizzare da un punto di vista critico il materiale studiato, sotto forma di lavori singoli, monografie, scritte per se e non per la pubblicazione. Nella celebre prefazione a ” Per la critica dell’economia politica ” (gennaio 1859), informando il lettore sui suoi lavori preliminari, Marx scrive:” Tutto il materiale l’ho davanti sotto forma di monografie, che furono scritte a grandi intervalli di tempo una dall’altra, non per essere pubblicate ma per permettermi l’acquisizione di un chiaro concetto dei problemi da trattare”. Nella stessa prefazione, parlando della sua opera ” La ideologia tedesca “, scritta insieme ad Engels nella primavera del 1845 (pubblicata per la prima volta integralmente nell’URSS 87 anni dopo essere stata scritta), dice: ” Il manoscritto sotto forma di due grossi volumi in ottavo, era da tempo arrivato in Westfalia, dove doveva essere pubblicato, quando ricevemmo la notizia che un mutamento delle circostanze sopravvenuto rendeva impossibile la sua pubblicazione. Con tanto maggior piacere offrimmo il manoscritto alla critica roditrice dei topi, in quanto con esso avevamo raggiunto l’obiettivo principale che era di veder chiaro in noi stessi “.
Per la comprensione del metodo di lavoro del giovane Marx e importante la sua tesi di laurea scritta nel 1841. Gia durante l’Universita, Marx studia soprattutto per conto suo. Come egli stesso dice, pone il diritto in secondo piano, dato che si e proposto di studiare innanzitutto la Filosofia e la Storia. Marx fece la sua tesi di laurea sul tema filosofico: ” La differenza tra la filosofia della natura in Democrito e in Epicuro “.
” Per le sue concezioni – scrive Lenin riferendosi al Marx di quel tempo -Marx era ancora un idealista hegeliano. A Berlino aderi al circolo degli hegeliani di sinistra (con Bruno Bauer e altri), che cercavano di trarre dalla filosofia dl Hegel conclusioni atee e rivoluzionarie “.
Marx affronto l’analisi della filosofia di Epicuro come ateo e come rivoluzionario della scienza, che non teme di distruggere i vecchi concetti sulle materie studiate. E benche Hegel fosse per lui allora una grande autorita, tuttavia respinse decisamente il suo punto di vista su Epicuro, valorizzandolo molto, in contrapposizione ad Hegel, come materialista e ateo libero da ogni ostacolo religioso. Marx compi un gran lavoro di preparazione per la sua tesi che egli considerava come parte di una ricerca piu dettagliata in cui si proponeva di fare una ” esposizione della filosofia epicurea, scettica e stoica nel suo complesso e in tutti i suoi rapporti coi sistemi filosofici greci precedenti e successivi “.
Le opere di Epicuro non sono giunte sino a noi, ad eccezione dl alcuni frammenti. Attraverso questi frammenti, ma soprattutto sulla base dello studio critico e del confronto di tutte le fonti nelle quali si puo incontrare l’esposizione o una qualche interpretazione delle concezioni dl Epicuro, Marx ricostruisce tutto il suo sistema filosofico. Scrupolosamente chiarisce l’attitudine di Epicuro verso i diversi problemi filosofici. Marx pensa che suo compito non sia lo studio della personalita del filosofo, il rappresentarlo come ” punto focale e immagine del suo sistema “, ma la scoperta dell’essenza di detto sistema, ” separare in ogni sistema filosofico le definizioni, i principi generali cristallizzati ed autentici dalle argomentazioni polemiche e dall’esposizione di queste definizioni e dl questi principi fatta dai filosofi “. In rapporto a cio Marx sottolinea specialmente la necessita dell’interpretazione critica:
«Nell’esposizione della filosofia storica, il metodo critico e assolutamente indispensabile per poter spiegare scientificamente qualsiasi sistema nel rapporto coll’epoca storica corrispondente.
Ogni storico della filosofia che non separi il sostanziale dal non sostanziale, l’esposizione dal contenuto – dice piu avanti Marx – non sarebbe altro che un semplice compilatore.
Il manoscritto dei materiali per la tesi consta di dieci quaderni, di cui quattro sono pieni di note. In ogni capitolo Marx fa un riassunto dettagliato dl tutte le citazioni che s’incontrano nel testo, indicando scrupolosamente le fonti da cui attinge; inoltre, in tutti quei casi in cui espone il contenuto della citazione con parole sue, questa ultima e riportata testualmente nelle note.
Engels dice che Marx per venticinque anni studio ed analizzo la sua dottrina ” con una scrupolosita senza precedenti, tale da non permettergli di pubblicare le sue conclusioni in forma sistematizzata finche non si fosse convinto di non aver tralasciato di leggere nessun libro, di non aver mancato di soppesare la benche minima obiezione, di aver trattato ogni questione dal principio alla fine “.
Ecco un piccolo esempio del metodo di lavoro di Marx. Vivendo condizioni materiali molto difficili, gli capito una volta di non poter neppure comprare il libro di Marklaren sulla storia della circolazione monetaria e dovette rivolgersi ad Engels per lettera chiedendogli la somma necessaria allo acquisto.
” E’ molto probabile – scrive Marx in questa lettera – che il libro non contenga niente di nuovo per me, ma per l’importanza che gli attribuisce l’Economist e per gli estratti che ne ho letto, la mia coscienza dl teorico non mi permette di seguitare a scrivere senza conoscerlo “.
Seguendo la regola sua e di Engels di studiare i problemi sui testi originali, di prima mano, Marx si dedico in modo speciale ad imparare le lingue straniere necessarie per il suo lavoro. Marx leggeva tutte le lingue europee e scriveva  perfettamente  in  tedesco, francese ed inglese.
Studio inoltre l’antico slavo, il russo e il serbo. Racconta Paul Lafargue che Marx soleva spesso ripetere: ” Una lingua straniera e un’arma dl lotta nella vita quotidiana “.
Marx aveva piu di 50 anni quando incomincio a studiare il russo. Alla fine del 1877, in una lettera inviata in Russia alla redazione della rivista Otechestvennye Sapiski (Annali Patri) scriveva a questo proposito: ” Per avere la possibilita di giudicare con conoscenza di causa l’evoluzione economica della Russia contemporanea, ho studiato il russo.;… Poi, per lunghi anni, ho studiato le pubblicazioni ufficiali e altre che erano in rapporto con questo problema “.
Nei quaderni di Marx si conservano molti appunti che dimostrano con quale interesse e assiduita egli studiasse la lingua russa. Annotava il significato di determinate parole, le tavole delle declinazioni e delle coniugazioni e si dedico poi con molto impegno alla assimilazione delle forme regolari e irregolari dei verbi, dei diversi casi ecc. Il primo libro che Marx lesse per impratichirsi, fu quello di Herzen: ” In carcere ed in esilio “.
Dopo sei mesi, Marx poteva gia leggere nell’originale la letteratura russa, leggeva Puskin, Gogol, Saltikov-Schedrin, e, passati altri sei mesi, il 21 gennaio 1871, in una lettera indirizzata a Sigfrido Mayer dice:
” Non so se le ho gia detto che dallo inizio del 1870 studio il russo e che attualmente lo leggo abbastanza rapidamente. Mi ha spinto a cio l’aver ricevuto da Pietroburgo l’opera di Flerovski, di straordinario interesse, sul ” problema della classe operaia (e in particolare dei contadini) russa, e il fatto di voler conoscere le magnifiche opere sull’economia di Chernichevsky… Il risultato merita gli sforzi che una persona della mia eta deve fare per conseguire il dominio di una lingua che tanto differisce dagli idiomi classici, sassoni e latini. Il movimento ideologico che si manifesta attualmente in Russia dimostra che nel seno profondo delle masse vi e del fermento. Le forze intellettuali si trovano sempre unite da legami invisibili al corpo del popolo “…

LO STUDIO
DELLE SCIENZE
LO STUDIO DELLE SCIENZE
Marx non studio soltanto tutta la filosofia, l’economia politica e la vastissima letteratura storica anteriore, studio anche la tecnica, l’economia concreta, lo stato dell’industria e dell’agricoltura nei vari paesi, come pure le statistiche e il sistema italiano di contabilita.
La sua memoria era portentosa. Sin da giovane ebbe cura di coltivarla e rafforzarla, mettendo in pratica un consiglio di Hegel, imparare cioe a memoria versi in lingue sconosciute.
Ma tuttavia non si fido mai della sua memoria, dato che annotava sempre nel suo quaderno i fatti coi quali desiderava arricchirla. Era solito di tanto in tanto ripassare e sistematizzare il materiale accumulato.
In una delle lettere indirizzate ad Engels nel 1855, quando piu intensi erano i suoi studi sull’economia politica, Marx scrive:
” Per 4 o 5 giorni non ho potuto scrivere nulla, neppure a te, a causa di una forte irritazione alla vista… Questa irritazione mi e venuta perche ho riletto i miei quaderni di appunti sulla economia, se non per utilizzarli immediatamente almeno per possedere il materiale ed averlo a disposizione per la sua elaborazione “.
Attraverso i quaderni e gli appunti di Marx vediamo anche l’importanza enorme che egli attribuiva alla conoscenza delle scienze esatte. Studiava soprattutto la fisica, la chimica e le scienze naturali, compresa l’anatomia e la fisiologia. Nella prefazione alla seconda edizione dell’AntiDhuring, Engels indica il fine che lui e Marx perseguivano con lo studio di queste scienze.
«Marx ed io fummo gli unici – scrive Engels – a salvare dalla filosofia idealista tedesca la dialettica cosciente, applicandola alla concezione materialista della natura e della storia. Ma per comprendere in modo dialettico e per giunta materialistico la natura, si richiede la conoscenza delle matematiche e delle scienze naturali. Marx conosceva a fondo le prime, ma per quanto riguarda le seconde, noi potevamo seguirle unicamente in modo sporadico”.
Dopo essersi trasferito da Manchester a Londra, nel 1870, Engels si dedico specialmente allo studio delle scienze naturali, impiegandovi la maggior parte degli otto anni trascorsi in detta citta.
Marx attribuiva un’importanza particolarmente grande ai riassunti, come processo dl lavoro per l’assimilazione dei materiali letti.
Lo dimostra il fatto che riassumeva persino i libri della sua biblioteca; nel farlo raccoglieva il contenuto degli stessi in modo critico, comprovando ogni fatto e sottomettendolo ad una analisi rigorosa. Marx non si servi mai di fonti poco sicure e di materiale di ” seconda mano “, come diceva Engels, ma ricorreva sempre alle fonti prime; anche i dati meno importanti li controllava con le fonti dl origine. Quando si occupava di un certo problema, Marx studiava la sua origine e le sue premesse; cosi, per esempio, per scrivere la parte riferentesi alla rendita fondiaria, che compare nel III volume del Capitale, studio in special modo la storia del mondo antico, l’agronomia, i rapporti nell’agricoltura in Russia e in America, la geologia e una serie di altre materie.
Marx lavorava con enorme passione, ” lavorava – come dice Liebknecht – a tutte le ore, approfittando di ogni occasione. Persino quando usciva a fare due passi portava con se il quaderno degli appunti “…
Ecco come Lafargue descrive nelle sue memorie la giornata di lavoro di Marx:” Benche fosse solito andare a letto molto tardi, tra le otto e le nove di mattina era gia in piedi; dopo aver preso il caffe leggeva i giornali e poi per tutto il giorno se ne stava nello studio sino alle due o alle tre di notte. Quando era giovane spesso restava alzato tutta la notte a lavorare.
Il lavoro divenne una vera passione per lui e lo assorbiva tanto che spesse volte si dimenticava di mangiare. Bisognava chiamarlo piu e piu volte finche non scendeva nella sala da pranzo; non appena pero aveva terminato l’ultimo boccone ritornava nuovamente nello studio”.
Cio che esigeva da se stesso e da tutti coloro che aspiravano alla conquista delle  vette  dell’umano  sapere,  lo espresse nei seguenti termini:
” Nella scienza non esistono cammini facili e solo puo trionfare e conquistare le sue vette luminose colui che non si arrende ne si stanca di arrampicarsi per i suoi sassosi sentieri “.
Non aver paura del lavoro, per duro che sia e per quante forze richieda, imparare a vincere tutti gli ostacoli, ecco una delle lezioni piu importanti che dobbiamo trarre dallo studio del metodi di lavoro dei classici del marxismo-leninismo.

” LAVORARE
PER IL MONDO ”
Il lavoro scientifico di Marx e di Engels fu sempre determinato dalle esigenze della lotta rivoluzionaria.
“Marx – scriveva Engels – considerava la scienza come una poderosa leva della storia, come una forza rivoluzionaria nel piu alto senso della parola.
Ed egli la utilizzava precisamente come tale e a questo obiettivo erano dirette le immense conoscenze che possedeva, particolarmente in tutti i rami della storia. Poiche era effettivamente, come egli stesso si definiva, un rivoluzionario. La lotta per emancipare la classe operaia, i salariati, dalle catene del moderno sistema economico di produzione capitalistico, fu la sua vera passione e non vi fu mai combattente piu attivo di lui “.
Marx ed Engels eran ben lungi dallo essere soltanto uomini di scienza, che in grossi volumi espongono i risultati degli studi scientifici esclusivamente per il mondo scientifico. Paul Lafargue, ricordando le sue conversazioni con Marx, scriveva:
«…egli riteneva che lo studioso che non voglia vedere abbassato il suo livello non debba interrompere mai la sua partecipazione attiva alla vita sociale, non debba chiudersi sempre nel suo studio o nel suo laboratorio, come un topo dentro il formaggio, ma intervenire nella vita, nella lotta sociale e politica dei suoi contemporanei. La scienza non e un piacere egoista: i fortunati che possono consacrarsi alle attivita scientifiche, debbono, innanzitutto, porre le loro conoscenze al servizio dell’umanita. Lavorare per il mondo fu una delle sue espressioni favorite”.
Ogni sua conquista teorica, tutte le sue grandiose scoperte, Marx le portava soprattutto alle masse, al proletariato: attribuiva alla propaganda, sia orale che scritta, un’importanza di primo ordine.   I contemporanei di Marx ed Engels raccontano che una volta, nel 1846, ad una riunione speciale convocata da loro a Bruxelles col fine di discutere il lavoro di propaganda per la lotta rivoluzionaria, Marx, polemizzando con l’utopista Weitling, dichiaro pieno di collera che “l’ignoranza non ha mai aiutato nessuno “. La classe operaia – diceva Marx – otterra la vittoria unicamente se sa organizzare la sua lotta, appoggiandosi sulla conoscenza esatta delle leggi dello sviluppo sociale.
Solo la fusione del movimento operaio con la scienza, con la teoria rivoluzionaria, puo assicurare l’esito della grande causa dell’emancipazione dei lavoratori dall’oppressione e dallo sfruttamento.
Marx sin da giovane fu un eccellente propagandista e organizzatore delle masse; ricordano i suoi contemporanei che i suoi interventi come propagandista, le sue conferenze abbondavano sempre di esempi, erano chiari e comprensibili anche per il piu semplice operaio. Marx non tollerava la volgarizzazione e il semplicismo; trasmetteva alle masse le sue conoscenze, la sua teoria rivoluzionaria, che costituisce la piu alta acquisizione della scienza sociale.
In una lettera indirizzata a Schmidt nel 1890, Engels indignandosi della ” fatuita del giornalista ” prevalente fra ” i giovani letterati del partito ” perche non si prendono la briga di studiare seriamente la teoria (economia, storia, ecc.) scriveva:
“Questi signori credono che per gli operai qualsiasi cosa vada bene. se sapessero che Marx riteneva anche le sue cose migliori non sufficientemente buone per gli operai, che considerava un delitto offrire agli operai qualcosa che non fosse il meglio!
“Marx scriveva – dice Lafargue – unicamente con l’intenzione fissa di diffondere i risultati delle sue ricerche e con la ferma e precisa decisione di fornire un fondamento scientifico al movimento socialista, che fino ad allora cioe fino a lui, si perdeva nelle nebbie dell’utopia. Marx interveniva pubblicamente con un unico scopo: contribuire al trionfo della causa della classe operaia, classe la cui missione storica e di instaurare il comunismo una volta presa nelle sue mani la direzione economica e politica della societa “.

L’ ELABORAZIONE DEL «CAPITALE»
La storia del lavoro di Marx per il Capitale e particolarmente istruttiva. Secondo il suo sistema, adottato come metodo di lavoro per la ricerca scientifica, Marx, prima di pubblicare la sua opera scriveva una serie di grandi lavori  preliminari,  delle  monografie, ” non per la pubblicazione ma per chiarire i problemi a se stesso “.
Le monografie scritte da Marx all’inizio del suo lavoro sul Capitale riempiono 7 quaderni, circa 50 pagine di stampa. Questo e il primo abbozzo della Critica dell’Economia Politica, fatto unicamente come inizio di una ricerca di maggior ampiezza.
Per questa opera che incomincio a scrivere nel 1857, Marx realizzo, a partire dal 1843, un gigantesco lavoro preparatorio di ricerca scientifica.
Accumulando un materiale colossale per ciascuno del suoi lavori: note, riassunti, statistiche e ogni genere dl calcoli, abbozzi in brutta copia, bibliografie ecc., Marx lo ordina scrupolosamente per poterlo utilizzare facilmente nel lavoro successivo, facendo un indice dettagliato. Allo stesso scopo traccia poi l’indice del manoscritto originale.
In cinque anni di lavoro, dal 1843 sino al 1847, Marx studio e analizzo criticamente tutta la letteratura economica fondamentale. Non dobbiamo dimenticare che nello stesso tempo Marx si occupava seriamente dello studio dei materiali e dei documenti della Rivoluzione Francese senza interrompere il suo lavoro in campo filosofico. E’ di questo periodo infatti ” La sacra famiglia ” e  ” L’ideologia tedesca ” che Marx ed Engels scrissero assieme.
Nel 1847 Marx scrive ” La Miseria della filosofia “, contro le concezioni piccolo-borghesi reazionarie di Proudhon, esponendo gia in essa l’analisi materialista dell’economia borghese. Nell’autunno dello stesso anno Marx scrive ” Lavoro salariato e Capitale ” e infine, sempre nel 1847, Marx ed Engels, su incarico della Lega dei Comunisti da essi fondata, scrivono il celebre ” Manifesto del Partito Comunista “. In questa stessa epoca Marx scrisse numerosi articoli per una serie di periodici e per la rivista  “Annali  franco-tedeschi “. Questa, a grandi linee, l’attivita di Marx negli anni io cui comincio il lavoro preparatorio per il Capitale.
Il metodo di lavoro scientifico-storico elaborato da Marx esige, prima di procedere all’esposizione delle conclusioni e delle sintesi, la perfetta padronanza di tutto il materiale relativo al problema.
“La ricerca – scrive Marx – deve assimilare dettagliatamente il materiale, analizzare le diverse forme dl sviluppo, proseguire la sua concatenazione interna. Solo dopo aver terminato questo lavoro puo essere rappresentato nella dovuta forma il movimento reale “.
Marx ritenne possibile pubblicare il suo lavoro “Per la critica dell’economia politica “, che costituisce un’esposizione dei primi due capitoli del primo volume del Capitale, soltanto dopo 15 anni di studio ed elaborazione critica della letteratura economica. Per la preparazione di questi due primi capitoli, Marx riuni non meno di 200 pagine di stampa.
Solo dopo aver assimilato completamente e in ogni suo aspetto, tutta la letteratura sull’economia e dopo aver scritto sommariamente i tre volumi del Capitale, pubblico dopo 24 anni dall’inizio del suo lavoro, il primo volume del Capitale. Sulla base di dati ancora incompleti si puo dire che Marx studio e riassunse piu di 1500 libri per la compilazione del Capitale.
Lavorava dieci ore al giorno nella biblioteca del British Museum; nella lettera a Veydemeyer del 27 giugno 1851, Marx descrive cosi il suo lavoro:
“In generale dalle 9 di mattina sino alle 7 di sera sto al British .Museum. Il materiale che sto studiando e cosi maledettamente ampio che, nonostante tutti i miei sforzi, non riusciro a ter-minare il lavoro prima di 6 o 8 settimane; inoltre si sommano diversi ostacoli di ordine pratico, inevitabili nelle condizioni londinesi, nelle quali uno si vede costretto a vegetare. Ma, nonostante tutto, la cosa si avvicina rapidamente alla fine. E’ necessario terminare una volta per tutte, costi quello che costi. Per i democratici semplicioni, posseduti dalla divina ispirazione, naturalmente questo sforzo non e necessario. Perche questi fortunati debbono tormentarsi con lo studio sull’economia e sulla storia? Tutto questo e cosi semplice, come soleva dire l’onorabile Willich. Tutto cosi semplice! Si, in queste teste vuote! Sono veramente degli sciocchi! “.
In queste osservazioni mordaci di Marx dirette agli sciocchi ai quali tutto sembra facile e semplice, perche non sentono il minimo desiderio di tormentarsi con un lavoro serio, possiamo vedere l’alto senso di responsabilita per il lavoro, di intransigenza con se stesso che Marx poneva in sommo grado e che considerava indispensabile per ogni scienziato.
Con lo stesso tono mordace, Marx, in una delle sue lettere ad Engels, si burla di Lassalle, il quale una volta gli aveva comunicato che ” stava preparando una grande opera di Economia Politica, che gli avrebbe occupato due anni “.
” Della mia esposizione sul denaro, egli si deve convincere – scriveva Marx
– di una cosa: o io non capisco niente del problema e, in questo caso, con me sbaglia tutta la storia delle teorie sul denaro, o lui e un asino che, tenendo in riserva un paio di frasi astratte, come 1″‘ unita empirica ” o qualcosa di simile, si mette a giudicare cose empiriche, che e necessario studiare lungamente per avere il diritto di parlarne “.
Con non minore chiarezza si pronuncio piu di una volta Engels sullo stesso problema. Criticando Kautsky, per esempio, in una delle sue lettere a Bebel, scritta dopo la morte di Marx, Engels segnalava come difetto principale di Kautsky la sua ” inclinazione alle conclusioni precipitose ” e descriveva l’odioso metodo di insegnamento della storia nelle Universita, specialmente in quelle austriache, nelle quali gli studenti si abituavano a scrivere dei lavori storici con un materiale a tutti gli effetti insufficiente. Kautsky ripeteva questo stesso errore con singolare ” disinvoltura”; Kautsky non ha la piu pallida idea di cio che e il vero lavoro scientifico. Io stesso ” solo al fianco di Marx imparai quale e il modo giusto di lavorare”- scrive Engels in questa lettera.
Marx possedeva una volonta di ferro, che decuplicava le sue energie. Ne il cattivo stato della sua salute, ne la sua difficile situazione economica poterono indebolire la sua volonta e obbligarlo a sospendere il lavoro.
Nelle corrispondenze di Marx e nelle memorie dei suoi contemporanei, puo vedersi con quante difficolta procedette il lavoro di Marx sul        ” Capitale “.
Nel 1867, dopo aver terminato il primo volume del
” Capitale “, rispondendo a S. Meyer che gli chiedeva perche non avesse risposto alle sue lettere, Marx scrive: «Non le ho risposto perche durante tutto questo tempo sono stato sull’orlo della tomba. Ho dovuto approfittare di ogni momento in cui ero in condizioni dl lavorare, per terminare la mia opera alla quale ho sacrificato la mia salute, la felicita della vita e la famiglia. Spero che questa spiegazione sia sufficiente. Io me ne rido di questa gente chiamata pratica e della sua sapienza. Se uno si accontenta dl essere soltanto un animale, puo naturalmente volgere le  spalle ai supplizi dell’umanita e preoccuparsi solo della propria pelle. Ma io non mi considererei affatto pratico, certamente, se crepassi prima di terminare il mio libro, anche solo nel manoscritto”.
Tutta l’attivita di Marx e piena di un amore immenso per l’umanita oppressa, e non s’arrestava davanti a nessun sacrificio personale nella lotta per la sua emancipazione.
In una lettera del 1858 Marx diceva che il suo lavoro sull’economia proseguiva molto lentamente, ” perche le materie che per molti anni sono state l’oggetto principale della ricerca, scoprono nuovi e nuovi aspetti e provocano nuove riflessioni, quando uno si propone dl giungere finalmente alle conclusioni “.
” Inoltre – scrive Marx – io non sono padrone del mio tempo, bensi schiavo.
A mia disposizione ho soltanto la notte e anche questo lavoro notturno e frequentemente ostacolato dalle ripetute coliche epatiche “.
Per lunghi anni Marx lavora delle intere notti. Nella sua corrispondenza leggiamo:” Lavoro febbrilmente, notti intere, nella sistematizzazione delle mie ricerche economiche… “. (Lettera dell’8 dicembre 1857).
“Adesso lavoro moltissimo, il piu delle volte sino alle quattro di mattina “, (Lettera del 18 dicembre 1857).
” Ho abusato troppo del lavoro notturno – scrive Marx ad Engels il 14 gennaio del 1858 – essendomi ammalato seriamente a causa dell’eccessivo lavoro. Ma in cambio ho ottenuto i migliori risultati. Per esempio, tutta la teoria della rendita, cosi come era concepita sino ad oggi, l’ho demolita di sana pianta. Circa il metodo di elaborazione del materiale mi e servito molto l’aver riletto per puro caso, la Logica di Hegel “…
In ogni lavoro che Marx preparava per la pubblicazione, si sforzava affinche fosse perfetto, sia dal punto di vista del contenuto, dell’esattezza dei fatti citati e della rigorosa argomentazione di tutte le conclusioni, sia dal punto di vista della forma, dello stile, correggendo i manoscritti molte volte.
Engels chiedeva sovente a Marx notizie sul “Capitale ” e a volte lo esortava a terminare quanto prima l’opera, consigliandolo di non dilungarsi nei dettagli del ritocco. Ad una di queste richieste, Marx cosi rispose, nel 1865:
«Non posso decidermi a pubblicare niente finche non ho tutto pronto. Qualunque siano i difetti, le mie opere hanno un merito: rappresentano un tutto armonico. E questo puo essere ottenuto solo col mio metodo: non dare l’opera alla stampa sinche non e tutta quanta pronta sul tavolo “.

LO STUDIO
DELLA STORIA
Nei suoi celebri ” Appunti Cronologici ” Marx ci da un esempio istruttivo di come si deve studiare la storia… Negli ultimi anni della sua vita, Marx ritenne necessario fare per se stesso e non per la pubblicazione un riassunto cronologico dettagliato degli avvenimenti storici, una cronaca della Storia Universale. Marx non termino questo lavoro, dato che le sue note arrivano soltanto sino alla meta del secolo XVII (la prima data risale al 91 a.C., l’ultima al 1648). Il manoscritto di Marx intitolato da Engels ” Appunti cronologici ” si compone di 4 quaderni di 130-140 pagine l’uno, per un totale dl circa 80 fogli di stampa.
Questo lavoro di Marx ci serve soprattutto come esempio della straordinaria concretezza con cui egli procedeva in ogni sua ricerca. I fatti, la realta storica concreta costituiscono la base di tutto il suo lavoro e solo so questa base traccia le sue geniali sintesi e conclusioni.
Per raccogliere e studiare i fatti Marx non schiva il lavoro pesante, pratico; per minuzioso che fosse. Gia prima della composizione dei suoi ” Appunti Cronologici “, Marx aveva preso una enorme quantita di annotazioni e fatto
i riassunti dei libri di storia letti. Cio nonostante Marx riassume di  nuovo una serie di opere storiche, prende varie annotazioni e le dispone in un rigoroso ordine cronologico. Marx si serve soprattutto della Storia Universale di Schlosser, in 18 volumi e dell’opera dello storico italiano Carlo Botta ” Storia dei popoli d’Italia ” pubblicata nel 1825.
Riassumendo questi libri e facendo le annotazioni, Marx comprova scrupolosamente i fatti e le date, confrontandoli con quelli di altre fonti, correggendo nei suoi apponti gli errori e le deficienze, aggiungendo nuovi fatti. Tutto questo cumulo di fatti Marx li raggruppa seguendo il suo sistema, staccando i fatti storici che considera piu essenziali, quelli che marcano il ritmo degli avvenimenti storici, dando loro un’interpretazione materialista rivoluzionaria. Chiunque voglia apprendere da Marx come lavorare sul materiale storico deve studiare attentamente i suoi  Appunti Cronotogici

LO STUDIO DELLA
CLASSE OPERAIA INGLESE
Anche Engels come Marx seppe accumulare conoscenze e arricchire la sua memoria con la     ” conoscenza di tutti i valori creati dall’umanita “.
Marx non si stancava di ammirare la vastissima erudizione di Engels e lo definiva ” una vera enciclopedia “.
Engels si era abituato sin da giovane a pianificare in modo rigoroso la sua attivita, era severo con se stesso nel senso che iniziava e terminava puntualmente ogni suo lavoro, senza mai derogare dal programma fissato. Dalle prime opere di Engels possiamo apprendere come si debba procedere in ogni lavoro teorico. Da questo punto di vista e molto interessante l’opera ” La situazione della classe operaia in Inghilterra “, pubblicata nel 1845. Lenin considerava questo libro come ” una delle migliori opere della letteratura socialista internazionale “. Nel ” Capitale ” Marx si riferisce spesse volte a quest’opera di Engels; in una delle note del I volume del ” Capitale “, dice che, confrontando questo lavoro con le informazioni ufficiali apparse 18 o 20 anni dopo, si vede chiaramente come Engels descrisse magnificamente, sin nei minimi dettagli, la situazione della classe operaia. Il quadro e fatto con tale maestria che i dati posteriori non hanno potuto aggiungere nulla di sostanziale.
Il lavoro preliminare per ” La situazione della classe operaia in Inghilterra”, Engels lo inizio a 22 anni, nel 1842, quando abitava a Manchester. A partire da allora, per 21 mesi, Engels studio scrupolosamente la situazione operaia inglese. Nella prefazione racconta in che modo lavoro per preparare il libro. Studio tutta la letteratura precedente sulla materia, analizzando criticamente i vari documenti ufficiali e non ufficiali che pote trovare. Ma i dati estratti dai libri e dai documenti non lo soddisfecero: li considerava solo come una conoscenza ancora astratta delta materia. Engels voleva vedere gli operai nelle loro case, nella vita quotidiana, osservare personalmente la loro lotta contro gli oppressori. E cosi fece. L’esperienza personale e il contatto diretto con gli operai fu la base del suo studio. Engels analizzo la realta viva, conobbe molti operai, converso con essi sulla loro situazione e sulle loro necessita. In una serie di grandi e piccole citta studio lo stato delle abitazioni, e dei quartieri nei quali vivevano gli operai, ispeziono e descrisse le condizioni di esistenza di molte famiglie operaie, il loro salario, la loro alimentazione, il loro modo di vestire. Engels enumera nel suo libro una serie dl citta che visito ripetute volte, descrivendo nel modo piu dettagliato tutto cio che in esse vide e ascolto. In modo particolare studio e descrisse Manchester, dove egli stesso abitava, considerando la situazione della classe operaia di tale citta come piu o meno tipica dei grandi centri. Visitando i quartieri operai, fece anche dei disegni sulla disposizione delle case e di alcune vie, disegni che furono poi inclusi nel libro.
Completo le osservazioni personali con i fatti e i dati estratti dai libri e dai documenti. Questo modo concreto di studiare e tradurre sulla carta tutto quello che vide, ascolto e lesse, gli diede la possibilita di scoprire il quadro orribile della miseria degli operai inglesi.
Anche Engels come Marx aveva un profondo disprezzo per la gente che affronta la teoria in modo superficiale, dilettantesco. Nella prefazione alla “Guerra dei contadini in Germania ” che e del 1874, Engels scrive che ” il socialismo, da quando e divenuto scienza, esige che lo si consideri come scienza, che lo si studi. Dai socialisti Engels esige di ”  istruirsi sempre di piu in tutte le questioni teoriche “.
(Continua nel prossimo numero)

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