Matita Rossa

UN MAO PRO-CAPITE

Informa l’Agenzia di notizie “Nuova Cina” che tra il luglio 1966 ed il maggio 1967 sono stati stampati 840 milioni di ritratti di Mao Tse Tung e che la stampa continua per far fronte alle crescenti richieste.
SMOG, MORTE ED ARIA GRATIS

In dieci anni, 144 persone sono morte a Porto Empedocle affette da tumore a causa dello smog industriale. Questa gravissima dichiarazione è stata fatta dal ministro della Sanità in una risposta scritta alla interrogazione rivoltagli dai deputato onorevole Vito Rala. Il quale chi deva l’adozione di misure urgenti idonee ad eliminare le conseguenze funeste dello smog a Porto Empedocle, il ministro della Sanità ha dichiarato, nella stessa risposta, che attualmente centinaia di cittadini empedoclini lamentano gravi disturbi all’apparato respiratorio (Il Giorno del 19 luglio 1967).
Dal punto di vista scientifico è stato quanto mai difficile sino ad ora addebitare all’inquinamento atmosferico causato dagli scarichi industriali il dilagare delle malattie polmonari. non perché non apparisse chiaro che il vivere in un ambiente avvelenato dai fumi o dai residui della combustione danneggia la salute, ma perché lanciare una precisa accusa nei confronti di una determinata ditta faceva correre il rischio di aggiungere al danni provocati dallo smog anche quelli conseguenti ad una querele. Ora il ministro della Sanità interviene sullo scottante problema, che non è ovviamente limitato a Porto Empedocle ma che interessa tutte le città industriali. per affermare che il problema dell’inquinamento atmosferico sta diventando un problema sociale.
Il problema dello smog ha dei chiari addentellati con il disordinato svilupparsi degli insediamenti industriali in pieno abitato (basti citare il caso dello S.C.I. di Genova Cornigliano i fumi del quale avvelenano l’aria non solo di Cornigliano ma anche delle delegazioni circostanti). con il sorgere di colossali depositi di combustibili a fianco delle abitazioni. con l’assurdo dilatarsi della motorizzazione individuale: tutti risultati, questi, del fondamento su cui si base questa società: il profitto. Che un insediamento industriale avveleni l’aria, che l’installazione di depositi di combustibili in prossimità delle abitazioni sia gravido di pericoli, che il dilatarsi pazzesco della motorizzazione individuale sia anch’esso fonte di inquinamento. di incidenti mortali, ha poca importanza per il capitalismo. Quello che importa è che il ciclo produttivo prosegue. che i profitti si accumulino.
Porto Empedocle (come Genova. Milano, Torino, ecc.) sopravviverà alle intenzioni del ministro della Sanità. E se non sarà Porto Empedocle sarà vattelapesca a rovinare l’unica cosa che si possa ancora avere, in questo sporco mondo borghese. senza dover pagare qualcosa: l’aria.
PROIETTILI U.S.A. DI FERRO ANZICHE’ DI RAME

Per economia, il ferro rimpiazzerà il rame nella costruzione di obici e proiettili per Il Vietnam. La sostituzione presenterà il vantaggio di frenare la riduzione dei depositi federali di rame, che sono scesi in due anni da un milione di tonnellate (luglio 1965) a 260 mila (30 giugno 1967). Secondo i calcoli del Pentagono negli ultimi diciotto mesi sono occorse 13.500 tonnellate di rame solo per fare obici da 90 a 155 mm.
Negli ambienti militari si pone in rilievo che potranno realizzarsi notevoli risparmi con la sostituzione del metallo impiegato, in quanto il ferro ha un prezzo notevolmente inferiore a quello del rame, (Il Giorno del 17 luglio 1967)
Il cinismo con cui la stampa indipendente pubblica notiziole quale quella riportata fa rivoltare lo stomaco.
Si parla di 13.500 tonnellate di rame consumate in 18 mesi per fabbricare obici da 90 e 155 mm. come se si trattasse di una partita di grano da semina e non invece di ordigni di morte e di distruzione che la civilissime America rovescia sul popolo vietnamita.
Naturalmente. dalla operazione risparmio effettuata ad opera dei criminali americani in divisa. qualcuno trarrà certamente degli utili: i produttori di ferro. E chissà che qualche generale ultra gallonato non sia azionista di una fabbrica di obici in ferro
A.A.A.ASSICURASI DEPUTATI CONTRO RIVOLUZIONI
“Tutti i deputati sono stati assicurati dalle ore “zero” del 15 luglio scorso contro gli infortuni, inclusi quelli relativi ad aggressioni aventi carattere politico, sociale e sindacale. In caso di morte per infortunio, i familiari dei deputati riceveranno 40 milioni di lire; nel caso di invalidità permanente, il parlamentare verrà indennizzato con 50 milioni di lire. Secondo tale assicurazione i 630 membri dell’assemblea di Montecitorio saranno coperti per i rischi inerenti all’espletamento del mandato parlamentare, per i rischi professionali, per quelli extra professionali derivanti dall’espletamento di ogni altra attività che non abbia carattere professionale, i rischi di volo, i rischi connessi all’uso di autovetture private e di terzi, e infine per gli infortuni che possano derivare a seguito di tumulti e di aggressioni o atti violenti aventi carattere politico, sociale o sindacale” (Il Corriere Mercantile del 18 luglio 1967), i nostri amati parlamentari si sono arrotondato lo stipendio. si sono data una pensione in 10 anni per raggiungere la quale un operaio deve lavorare 40 anni (e produrre la macchina, l’aereo, i vestiti. le case. ecc.. che i signori parlamentari consumano), si sono. ora, data una assicurazione piuttosto consistente. Passi per i deputati di destra, di centro e di centro sinistra che questo mondo vedono come l’optimum delle loro aspirazioni politiche e quindi possono programmarsi la vita e la morte. Ma i deputati di sinistra. i quali teoricamente dovrebbero avere come obiettivo permanente la distruzione di questo sistema di sfruttamento e di oppressione, come ci spiegano questa programmazione a tanto lunga scadenza? Che noi si sappia. ai rivoluzionari tipo Lenin, Trotzky, Bela Kun, Luxemburg. ecc. mai è saltata in testa l’idea di assicurarsi contro i rischi professionali.
Ma forse la spiegazione a questo nostro dubbio è data dalla conclusione dell’articoletto del “Corriere Mercantile”, dove si parla «di infortuni che possano derivare a seguito di tumulti e di aggressioni o atti violenti aventi carattere politico, sociale o sindacale» sapendo molto bene di aver tradito la causa dei lavoratori. I deputati cosiddetti di sinistra vogliono garantirsi economicamente dalle legnate e dai calci nel sedere che sanno di essere destinati a prendere ad opera del robusti scarponi proletari.
PIU’ C’E’ RICCHEZZA, PIU’ C’E’ MISERIA

“140 tonnellate di pomodori appena raccolti sono state gettate in un fiume, perché invendibili; il mercato, saturo per una eccedenza di produzione, offriva soltanto 20 centesimi di franco ai chilo ai produttori. D’altra parte. il governo pagava 25 centesimi di franco al chilo per la distruzione dei pomodori, e i produttori hanno scelto quest’ultima soluzione” (Il Giorno del 12 luglio 1967).
“Quattrocentomila cavolfiori sono stati bruciati oggi al mercato della verdura di Wavre-Sainte Catherine perché i prezzi offerti ai produttori erano inferiori del 60% al prezzo base fissato dei regolamenti comunitari. Questi ultimi autorizzano infatti, in queste condizioni, gli Stati Membri a ritirare il prodotto dal mercato e a fornire ai produttori una integrazione. Duecentomila chilogrammi di patate sono pure rimasti senza compratore al prezzo minimo, ma sono stati ritirati dal mercato e messi in magazzino” (Il Giorno del 15 luglio 1967).
“Vogliono produrre meno grano in U.S.A. il Ministro dell’agricoltura del governo democratico johnsoniano ha deciso la riduzione delle semine di frumento per il 1968 del 13% pienamente d’accordo con gli agricoltori.” (Da Il Giorno dell’11 luglio 1967).
L’assurdo fondamentale del nostro sistema economico è rappresentato del fatto che quanti più generi si producono tanto più diminuisce la possibilità per i lavoratori di acquistare e, quindi. aumenta la miseria. La sovrapproduzione, infatti, determina la cessazione della produzione, che a sua volta causa i licenziamenti, i quali a loro volta privano i lavoratori della possibilità di acquistare e quindi di consumare il surplus prodotto.
Navighiamo nei pomodori e nei cavolfiori, cioè disponiamo di ingenti quantità di alimentari, tanto magari da aiutare le popolazioni più bisognose. Alt, il barometro capitalistico segna tempesta: i prezzi sono messi in pericolo, se calano i prezzi viene messo in forse l’equilibrio commerciale mondiale. Allora bisogna distruggere la merce eccedente, bisogna mantenere alti e stabili i prezzi.
Il Governo, che vorrebbe essere rappresentante di tutta la collettività, sovvenziona, con i soldi di tutti i consumatori, i produttori affinché distruggano le eccedenze ed affinché, quindi. i consumatori paghino ancora gli alti prezzi consentiti dalla avvenuta distruzione degli alimenti eccedenti
Gli americani, ovviamente, le cose le fanno più in grande, ed investono miliardi per o convincere o gli agricoltori a ridurre l’estensione delle aree seminate a frumento. con buona pace della F.A.O. (della quale fanno parte anche gli USA) che sta informando da anni che due terzi della popolazione mondiale è sottoalimentata ed il 10-15% della stessa è addirittura alla fame.
Questo è il sistema che si regge su quel consesso di parole che risponde al nome di O.N.U., questo è il sistema che il signor Montini vorrebbe conservarci in nome della populorum progressio, questo è il sistema che i prestigiatori parlamentari pretenderebbero di riformare.

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