P. E. Dybenko: La grande rivoluzione

Importantissimo fu nella Rivoluzione d’Ottobre il ruolo dei marinai della flotta del Baltico, vero e proprio distaccamento d’avanguardia del proletariato russo. Migliaia di testimoni ne hanno raccontato le gesta, ma il resoconto che ne fornì Pavei Efimovic Dybenko, e che qui traduciamo, dopo la morte diLenin ci sembra che resti come un documento di prima mano, informatissimo perché opera di uno dei principali protagonisti, palpitante di attualità per la esperienza rivoluzionaria politica e militare.
Pavel E. Dybenko nacque nel 1889 da una famiglia di contadini poveri e nel 1912 aderì al Partito Bolscevico Marinaio della flotta baltica, sarà uno dei maggiori esperti militari del Partito. Nel 1915 è già uno dei capi degli ammutinati sulla nave da guerra Imperatore Paolo I a Nel marzo del 1917 è presidente del C.C. del Baltico e, come tale, partecipa attivamente alla Rivoluzione d’Ottobre strettamente collegato al Comitato Militare Rivoluzionario di Antonov Ovseenko e Podvoiski. Sarà poi nominato Commissario per la Marina.
Partecipa attivamente alla guerra civile nel 1918-1919 in Ucraina e in Crimea, dove organizza formazioni partigiane, e nel Caucaso contro Denlkin. Nel 1925 è capo dell’Amministrazione dell’Artiglieria dell’Armata Rossa, nel 1928 è comandante del Distretto Militare dell’Asia Centrale e membro dell’Ufficio dell’Asia Centrale del P.C.
Scomparve durante i processi ai militari e si presume che la data della sua morte sia nel luglio 1938. Vittima dello stalinismo come i principali dirigenti dell’Ottobre, è stato recentemente «riabilitato»

Quelle piovose giornate d’autunno, l’inquietudine che rodeva il cuore, tutto contribuiva ad accrescere l’impazienza. Si attendeva il segnale con ansietà: per quando? I giorni sembravano anni, Si sarebbe voluto gettarsi al più presto nella mischia, prima che fosse troppo tardi, prima che Sopraggiungesse il gelo invernale e che il dubbio invadesse i nostri animi, Sulle navi la vita sembrava paralizzata. I marinai aspettavano l’appello decisivo. Solo l’equipaggio sempre in effervescenza del Petropavlovsk era in grande attività: nel lasciare la rada di Helsingfors la nave si era arenata su un banco di sabbia, Erano tre giorni che l’equipaggio lavorava giorno e notte a disincagliare la nave; i palombari si affaccendavano senza tregua. A terra non si vedeva più un marinaio con sul berretto il nome Petropavlovsk.. Quegli eterni ammutinati tremavano ora all’idea di non poter forse prender parte alla grande rivoluzione, di non poter partecipare al combattimento contro la borghesia che odiavano, Contro il Governo provvisorio di cui ne avevano abbastanza. Dopo tre giorni di sforzi le macchine ripresero a funzionare. Tutti attendevano angosciosamente che colui che manovrava la sonda annunciasse: Avanziamo lentamente! . Sollevando schiuma, rimescolando l’acqua e il fango, le eliche funzionavano senza interruzione. Sguardi ansiosi erano fissati sul fondale. Sotto lo sforzo delle eliche, le ondate gelate si sollevavano sempre più alte, Si sarebbe detto che la nave inclinata resistesse per mettere alla prova i nervi tesi dei marinai. I macchinisti caricavano senza posa i forni, facendo salire la pressione nelle caldaie.

Un ordine risuonò dalla passerella del comandante: “Avanti tutta!” . Con rumori e scricchiolii il gigante Si strappò alla Stretta della sabbia. Fremendo in tutto il suo corpo d’acciaio la “Petropavlovsk” lasciò lontano dietro di sé cerchi d’acqua nera, mista a fango, che si andavano allargando. Con uno slancio di gioia indescrivibile l’equipaggio mandò un grido: «Avanti, a Pietrogrado!». Ma purtroppo non c’erano ancora nè segnali nè ordini convenuti. Le navi domandavano, con crescente insistenza: «Che cosa aspettate?». «E’ per tra poco?». «Per quando?.». La risposta era sempre la stessa:
«Aspettiamo l’ordine; appena lo riceveremo non tireremo le cose in lungo, e questa volta non torneremo a Helsingfors senza il potere sovietico..»
Sarebbe stato insensato differire. Se tutti si fossero rifiutati, la flotta sarebbe intervenuta da sola. Essa aveva fermamente deciso così nel suo Congresso.

Al ritorno dal Congresso della regione del Nord, avevo riferito la decisi ne presa ai comandanti di tutte le navi. Aspettavamo. Ognuno aveva ricevuto la sua consegna. La parola d’ordine e i segnali erano Stati stabiliti. Per noi il segnale della partenza doveva esser! un telegramma indirizzato a me da Pietrogrado, firmato da Antonov-Ovseenko e formulato come segue: «Mandate saldo.. Ciò significava mandate a Pietrogrado le torpediniere e truppe da sbarco (5.001 uomini). La parola d’ordine era tenuta segreta. Ci preparavamo metodicamente, senza fretta superflua. Tuttavia il tempo a nostra disposizione era limitato. Tra pochi giorni avrebbe avuto luogo l’apertura del Congresso dei Soviet. Questa data era fatale. L’una dopo l’altra le navi danneggiate durante gli ultimi combattimenti, furono inviate a Pietrogrado per le riparazioni. L’ingenuo Verdrevski, per non parlare di Kerenski, non riusciva a capire come mai queste navi erano inviate a Pietrogrado malgrado i Suoi ordini. Noi eravamo inquieti per l’Aurora. Questo incrociatore, di cui si terminavano in fretta le riparazioni, doveva raggiungere la sua squadra a Helsingfors. Era indispensabile trattenerlo il più a lungo possibile a Pietrogrado.

A nome del C.C. del Baltico indirizzai al presidente del comitato dell’Aurora il Seguente messaggio: «Non eseguire gli ordini del C.C. della flotta; in caso riceviate l’ordine di partenza non eseguirlo Senza la controfirma del C.C. del Baltico; gli ordini del C.C. del Baltico saranno indirizzati a voi!.. In seguito organizzai delle conversazioni in linguaggio convenzionale. A Pietrogrado solo l’equipaggio della flotta e il C.C. di tendenze oltranziste, erano ancora per Kerenski. Noi vi inviammo qualche compagno Sicuro e privato.

Due giorni prima dell’apertura del Congresso, controllammo ancora una volta lo stato delle navi. C’era forse qualcosa che non andava? Tutto aveva l’aria di essere in ordine. Una sola questione ci rendeva un po’ inquieti:
le torpediniere destinate a essere inviate a Pietrogrado sarebbero State riparate in tempo? Per non indebolire la difesa del litorale le navi atte al combattimento non dovevano abbandonare il loro posto. Dovevano sorvegliare il nemico esterno con attenzione sempre crescente.
Gli ultimi giorni passarono. Tutti noi attendevamo il momento dell’azione.
Nella notte tra il 21 e il 22 ottobre ci pervenne un telegramma dall’Aurora: «Abbiamo ricevuto l’ordine di uscire in mare in prova, e poi raggiungere Helsingfors. Che fare?. Ecco la nostra Sta del C.C. del Baltico: «L’Aurora proceda alle prove il 25 ottobre..
Malgrado le minacce, e l’arrivo sulla banchina di autoblinde con degli allievi ufficiali, l’Aurora, che aveva ricevuto dal Comitato rivoluzionario di Pietrogrado un ordine che confermava quello del C.C. del Baltico, rifiutò categoricamente dieseguire l’ordine del governo provvisorio. La fedele sentinella restò al suo posto diguardia.

17 ottobre – L’ordine del giorno della seduta del C.C. del Baltico comprende: § 3 – organizzazione delle sezioni permanenti di combattimento (relatore: Dybenko) e § 6 – arresto del commissario del Governo provvisorio, Frankfurt.
Dopo il rapporto sulla necessità dicostituire delle sezioni permanenti di combattimento e un battaglione di marcia agli ordini diretti del C.C. del Baltico, si adottò all’unanimità la seguente risoluzione
«Il Comitato Centrale della flotta del Baltico incarica i commissari delle corazzate e degli incrociatori, come pure quelli delle unità costiere i cui equipaggi comprendono più di 200 uomini, diorganizzare d’urgenza delle sezioni permanenti di combattimento, che si metteranno, al primo ordine, a disposizione del C.C. del Baltico. Tenere il C.C. al corrente della costituzione di queste sezioni, indicando i nomi dei loro capi. La parte tecnica – organizzazione e formazione – è affidata alla sezione militare del C.C. del Baltico.
Nota: far conoscere d’urgenza al C.C. quali navi e unità non dispongono diarmamento..
Per quanto riguarda l’arresto di Frankfurt, fu presa la seguente decisione: «Arrestare il rappresentante del Governo provvisorio, che conduce una propaganda di demoralizzazione e provocazione nella flotta..
Subito dopo ebbero luogo le elezioni supplementari dei delegati al Congresso Panrusso del Soviet, e si elaborò il mandato dei delegati.
Furono eletti i compagni Malkov e Sutryin (bolscevichi), Riamo (simpatizzante) e Dybenko (bolscevico).
Ecco il mandato adottato: (compendio)
«Il Comitato Centrale della flotta del Baltico invia al Congresso Panrusso
dei Soviet i Suoi delegati e i suoi rappresentanti, che si faranno interpreti della speranza e della volontà della flotta del Baltico al completo. Come è già Stato confermato dai rappresentanti del 2′ Congresso del Baltico, nel momento della carneficina mondiale, nel momento della lotta per la libertà e la rivoluzione, nel momento della lotta del proletariato, il congresso aveva indirizzato un messaggio agli oppressi di tutti i paesi, chiamandoli ad inalberare la bandiera della insurrezione. Allo stesso modo ora i rappresentanti del Comitato Centrale della flotta del Baltico, i rappresentanti dei marinai, stanchi della strage mondiale, Sparsi sui loro scatoloni d’acciaio, sulle isole o altrove, affamati, mal calzati e vestiti, invitano i loro compagni non a pronunciare discorsi, ma a compiere una grande opera, per liberare il Lavoro dal giogo del Capitale,
Noi esigiamo la liquidazione del mercenario governo di coalizione, il quale evacuando il litorale del Baltico e di Pietrogrado, non ha che uno scopo, liquidare la flotta del Baltico e, nello Stesso tempo, schiacciare la rivoluzione.
Noi Incarichiamo voi, rappresentanti del Baltico, insieme a quelli del Mar Nero e al proletariato lavoratore, riuniti in questo congresso, diprendere il potere e di rimetterlo nelle mani del Consiglio del deputati operai, soldati e contadini.
Ricordate, compagni, che noi siamo il vostro Sostegno. Il mondo intero è stato testimone della difesa della rivoluzione Contro il proletariato tedesco, spinto dagli imperialisti del suo paese. La potenza di questa azione sarà decuplicata al momento della lotta contro gli oppressori del popolo lavoratore. Voi potete contare sulla nostra forza, il nostro aiuto e le nostre armi.
Viva il potere del Soviet dei deputati operai, soldati e contadini!..
20-21 ottobre. – Durante questi giorni si controllano le sezioni dicombattimento e i loro quadri. I vettovaglia. menti e le armi necessarie ai distaccamenti in partenza per la capitale sono tenute pronte. Si riparano in fretta le torpediniere destinate a portarsi a Pietrogrado, come pure il «Petiro pavlovsk» che si era arenato su un banco di sabbia.
23 ottobre. – Al mattino presto si iniziano trattative con i socialisti-rivoluzionari di sinistra, in vista diun intervento armato comune. Le risposte diProscian e Ustinov sono evasive. Essi dubitano del successo e propongono di intavolare trattative con i menscevichi. Il presidente del Soviet di Helsingfors, Chemman (bolscevico) è dello Stesso parere.
Le esitazioni di Chemman non potevano certo contribuire a creare in città un potere stabile al momento della rivoluzione. Verso sera è convocata una riunione generale del Soviet dei comitati delle navi e del reggimenti. Questa assemblea è animata da un solo desiderio: rovesciare senza altri ritardi il governo di coalizione. I menscevichi e i socialisti-rivoluzionari di destra tentano di protestare, avanzano le loro proposte e mettono in guardia contro I’ «anarchia. e i «pogrom.. Prendono la parola dei marinai; essi dichiarano con indignazione che quelli sono i vecchi argomenti degli affossatori della rivoluzione e che essi conoscono bene questo genere di manovre. I socialisti-rivoluzionari disinistra, che assicurano che «la metà. della flotta e delle truppe stazionanti in Finlandia sono con loro, propongono dei compromessi. Il compagno Smilga ed io protestiamo energicamente contro queste proposte. Verso la fine della seduta, si dà lettura della risoluzione proposta dal C.C. del Baltico. Essa proclama che la flotta non riconoscerà alcun compromesso, alcuna deroga alle decisioni del Congresso della flotta del
Baltico, e che, anche se la riunione adotterà una risoluzione contraria, il gruppo bolscevico del Soviet e il C.C. del Baltico assumeranno tutta la responsabilità dell’intervento armato, i membri del C.C. del Baltico compresi i socialisti-rivoluzionari di sinistra – votano all’unanimità questa risoluzione che viene quindi adottata.
Nel corso di questa riunione, viene eletta una commissione di tre membri al fine di dirigere e coordinare le operazioni; essa comprende Smilga, Dybenko (bolscevichi) e Chichko (socialista-rivoluzionario di sinistra). Questa commissione è investita dipieni poteri.
Intavoliamo delle trattative con i comunisti finlandesi sul problema della rivoluzione in Finlandia e della presa del potere da parte loro. I compagni finlandesi esitano, noi dichiariamo loro: «Se voi rifiutate di sostenere la nostra azione, noi faremo lo stesso la rivoluzione; allora voi sarete obbligati a prendere il potere, di fronte al fatto compiuto
Dopo lunghe discussioni, i finlandesi accettano.
Nella notte tra il 23 e il 24 ottobre, arrestiamo gli ultimi rappresentanti del governo di coalizione. Prima diarrestare Nabokov, intercettiamo una sua conversazione telefonica col principe Lvov, nella quale quest’ultimo dichiara che a Pietrogrado è cominciata l’anarchia, che i bolscevichi si preparano a rovesciare con la forza il governo, e che sono state richiamate truppe dal fronte.
Il tenore di questa conversazione è immediatamente trasmesso al Comitato rivoluzionario di Pietrogrado. I collegamenti con la capitale sono passati interamente nelle nostre mani. La calma e la tranquillità regnano a Helsingfors. Non c’è nessuno per resistere, salvo gli anarchici che tentano di Occupare l’edificio del circolo dei marinai:
le pattuglie venute dalla corazzata «Repubblica li fermano in parte. Il resto si affretta a scomparire. In città l’ordine è assicurato da numerose pattuglie di marinai e di soldati.

24 ottobre. – Nella mattinata tutto è tranquillo nella città. Apprendiamo che guardie bianche finlandesi hanno attaccato i treni diretti a Helsingfors. Un distaccamento comandato da Izmailov è inviato d’urgenza a ristabilire l’ordine. Verso mezzogiorno riceviamo l’uno dietro l’altro due telegrammi del Comitato rivoluzionario di Pietrogrado, relativi all’insurrezione imminente. Noi li trasmettiamo al fronte di Nord-Ovest, col quale abbiamo stabilito un costante scambio di informazioni. Al C.C. del Baltico, sono stati eletti tre membri per dirigere le operazioni; sono Dybenko, Averotchkin e Izmailov. E’ Stato dato a tutte le navi, a tutti gli equipaggi e alle unità di fanteria l’ordine di tenere le compagnie di combattimento in stato d’allarme; sulle navi viene precisato ditenere una compagnia supplementare in stato d’allarme, oltre queste compagnie dicombattimento. Il carico delle munizioni e dei vettovagliamenti e il loro trasferimento alla stazione delle merci è terminato. I convogli per l’imbarco delle truppe devono essere pronti alle 18. La riparazione delle torpediniere, che prosegue a ritmo accelerato, deve essere terminata il 25 ottobre al mattino.
Una seduta plenaria del C.C. del Baltico e dei Comitati delle navi è convocata alle 16; tutti gli equipaggi hanno confermato che sono pronti e hanno richiesto l’invio immediato a Pietrogrado di forze sufficienti. Verso le 20 riceviamo un telegramma da Pietre’ grado:
«C.C. Baltico. Dybenko. Inviate saldo. Antonov-Ovseenko ».
Viene dato l’ordine alla flotta: le compagnie di combattimento devono essere alla Stazione alle 24 precise. Abbiamo stabilito un «comitato permanente» nella stazione stessa. Fin dal mattino del 24 ottobre tali comitati permanenti sono Stati creati Sotto il nostro controllo in tutte le stazioni, fino a Pietrogrado. Il comandante della piazza e i capiconvoglio ricevono comunicazione dell’ordine di imbarco delle truppe e della partenza dei treni.
La riparazione delle torpediniere ci fa ritardare. Convoco al C.C. il comandante della flotta, ammiraglio Razvezov e l’ingegnere meccanico della nave ammiraglia, Vinter.
«Le torpediniere saranno pronte per domani mattina? «.
E’ l’ingegnere meccanico che risponde:
«No, non potranno essere pronte che tra due giorni.,
Che cosa significa ciò? Mancata escuzione degli ordini? L’ammiraglio Razvonov e l’ingegnere Vinter trovano bizzarro ricevere gli ordini dal C.C. del Baltico. Non arrivarono a comprendere che il governo provvisorio è stato letteralmente sepolto vivo e che ora non se ne parla neppure più. Ma nè l’uno nè l’altro hanno lì coraggio di dichiarare che non si sottomettono agli ordini del C.C. L’ammiraglio Razvozov ha visto con I propri occhi, durante la battaglia di Oesel e di Dagoe, che per la mancata esecuzione degli ordini del C.C. del Baltico i colpevoli sono Stati tradotti in giudizio; egli sa che lo Stesso pericolo lo minaccia attualmente, se non osserva gli ordini ricevuti.
Faccio chiamare i meccanici delle torpediniere. Essi arrivano l’uno dopo l’altro. Alla domanda se le torpediniere saranno pronte per l’indomani mattina rispondono:
«Alle Otto precise le torpediniere lasceranno la rada di Helsingfors..
Sulle navi in riparazione i marinai non dormono da tre notti, lavorando senza interruzione insieme agli operai finlandesi. Non vogliono che una ce’ sa: terminare al più presto la missione storica loro affidata. Ed essi adempiono con onore a questo compito rivoluzionario.
Quando i meccanici se ne sono andati, l’ammiraglio e l’ingegnere dichiarano scrollando il capo:
«E’ inverosimile. Non può essere fatto. Le torpediniere non possono essere pronte domani mattina..
«Potete non credere che le torpediniere saranno pronte, ma voi rispondete dei Tecnici..
«Bene «. E uscirono.
24 ottobre – Ore 23. Il compagno Baranov mi telefona da Pietrogrado:
«La situazione è critica. Possiamo sperare che l’aiuto arriverà in tempo?
il C.C. della flotta è nelle nostre mani… Il governo provvisorio è in piena disfatta. L’intervento può aver luogo da un momento all’altro. Il vostro aiuto non arriverà in ritardo? «.
«Le torpediniere salperanno all’alba. Faccio partire i distaccamenti..
«Lo comunicherò al comitato militare rivoluzionario..
25 ottobre – Ore 2 del mattino. Immersa nelle tenebre, Helsingfors dorme profondamente. Le nubi grigie scorrono, si sorpassano e sembrano farsi premura di nascondere le rare stelle che scintillano qua e là, di coprire il cielo del loro velo denso, dicreare le tenebre profonde di questa notte d’autunno.
Dormano a pugni chiusi coloro che non si sono accorti, ieri sera, che l’alba della nuova vita, della rivoluzione proletaria, spuntava già sul popolo russo, martire privato di tutti i diritti
Dybenko
(continua)

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