Gianni Davis – Paternalismo all’ A E S

A Parma sulla via Emilia Lipido sorge il grandioso complesso dell’AES per la costruzione dl Arredamenti ed Elettrodomestici. Vi lavorano 1000 operai, però, trattandosi di un’azienda il cui prodotto trova buon piazzamento sia sui mercato estero che su quello nazionale, ben presto. sembra, che i proprietari si vedranno costretti ad ampliare il loro complesso. Se ne deduce che tra la primavera e l’estate del ’67 il personale operante sarà portato da 1000 a 1500 unità. Dal suo sorgere fino al giorni nostri il clan SALAMINI è riuscito a creare nell’interno del complesso un regime di paternalismo e di corruzione che nulla ha da imparare dai maestri inglesi ed americani. Nelle ultime elezioni per la nomina della commissione interna la C.G.I.L. ha avuto una maggioranza dei 70%, il rimanente 30% è andato alla C.I.S.L. Il motivo principale che ci ha indotto a scrivere codeste note sulla A.E.S. è il fatto già da tempo di dominio pubblico che il rappresentante di commissione interna della C.I.S.L. attraverso una continua azione intermediatrice invita tutti i dipendenti a rinunciare (lavorando) a tutte le feste infrasettimanali per contribuire a impinguare ancora di più il portafoglio dei suo degno padrone; se vi sono poi dei lavoratori che non sottostanno ad una simile ingiunzione vengono per bocca dello stesso minacciati di licenziamento. Un giorno un operaio evidentemente esasperato per il contegno servile dei rappresentante della C.I.S.L. gli affibbiò un pugno in un occhio facendogilelo diventare nero. Naturalmente episodi con-simili alla A.E.S. ne accadono spesso senza che la locale C.G.I..L. intervenga, anzi con li suo complice silenzio, sul terreno dei fatti. non fa altro che favorire in concreto l’avversario di classe impegnato a sviluppare nell’interno della fabbrica quella politica di super sfruttamento, di divisione della massa operaia. pomposamente denominata di pacifica convivenza tanto cara alla C.G.I.L. e ai tirapiedi della C.I.S.L.
Divide et impera , questo è un principio sul quale il signor SALAMINI basa tutta la sua politica antioperaia, proteso sempre alla ricerca dei massimo profitto con minor spesa possibile. Vedremo perciò sicuramente in un prossimo futuro la direzione aziendale impegnata ad imporre alla maestranze più pesanti tempi di cottimo e un controllo, cronometro alla mano, sempre più spietato cosicché ogni lavoratore non sarà nemmeno più in grado durante le otto ore di lavoro di soddisfare i propri bisogni corporali, rendendo, con l’accentuare della disciplina interna una atmosfera quasi irrespirabile. Tra le file operaie della A.E.S. si va gradatamente ma sicuramente facendo strada la ferma convinzione che in Italia, se nella realtà vogliamo veramente cambiare le cose, occorre che la C.G.I.L. cambi rotta. ossia, metta non solo i lavoratori della A.E.S. (che hanno li contratto di lavoro scaduto dall”l1 ottobre 1965) ma tutta la classe operaia italiana in condizioni tali (lotta di classe aperta, improvvisa. intransigente) da riuscire a strappare ai padroni del vapore nuovi e più sostanziosi contratti di lavoro che vedano sancite più umane condizioni di vita e maggior sicurezza fisica sul lavoro.

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